lunedì 26 maggio 2008

Gideon Algernon Mantell

Quest'uomo (1790 - 1854) è in effetti un eroe della paleontologia antica.


Figlio di un calzolaio, fin da piccolo pare fosse molto sveglio. Diventò un medico, e coltivava anche interessi di geologia e paleontologia (che allora era neonata). Poteva praticarli saltuariamente perchè era anche un ottimo ostetrico e faceva partorire qualcosa come 300 donne all'anno. Pensate solo che, se come paleontologo fu sempre osteggiato, perlomeno ha fatto nascere un sproposito di pupetti del Sussex (viveva a Lewes). Sposò Mary Ann Woodhouse, altra mossa vincente: la ragazza, una deliziosa ventenne, pare avesse l'hobby di cercar pietre strane per terra (come Mary Anning lo faceva sulla riva del mare). Ebbene, un bel giorno del 1822, NELLA FORESTA DI TILGATE (tutto torna sempre lì, gente), il dottor Mantell andò a trovare un paziente rompiballe con la solita malaria. Il tizio abitava in mezzo alla foresta e Mantell prese il calessino: sua moglie lo accompagnò come sempre. E mentre aspettava che il marito sparasse la solita pera di chinino al suo paziente, cosa fece la signora Mantell? Scese dal calessino e gironzolò fin verso una cava di pietra, dove alcuni cavatori stavano lavorando. Si mise a smanettare con certe grosse pietre che erano state buttate in un canto, e ci trovò questo:
Essì. Denti di un enorme rettile erbivoro. Mantell cominciò allora a soffrire di quella che sua moglie ebbe poi a definire "rettilomania assillante". Congiungendo i suoi sforzi con Buckland, lo scopritore della mandibola da incubo, e con Mary Anning, che aveva rivelato gli oceani primitivi, il nostro creò le prime raffigurazioni al mondo di un animale estinto. E battezzò l'Iguanodon, l'animale dai denti d'iguana. Eccolo insieme al Megalosaurus descritto da Buckland:

La sua Foresta di Tilgate assunse presto un aspetto completamente diverso. E nei suoi sogni rettilomaniacali diventò un luogo immenso e primigenio.... "In quei tempi remoti, Parigi giaceva nel grembo di ignoti destini. Un'antica foresta aveva steso il suo manto oscuro su tutta la Francia, sul Belgio e sulla Germania. La Senna, dieci volte più larga di oggi, inondava le pianure; in mezzo alle sue onde si rincorrevano pesci che non esistono più; sulle sue isole cantavano uccelli che non esistono più; rettili che non esistono più strisciavano e camminavano fra le rocce. Altre specie animali e vegetali, altra temperatura, altri climi, altro mondo. L'iguanodonte e il megalosauro animavano la solitudine delle foreste, in mezzo alle quali alberi giganteschi, felci arboree, sigillarie, cicadali e mille confiere levavano le loro cime piramidali o arrotondavano le loro cupole di verzura. Questi esseri fantastici reggono bene il confronto con quelli partoriti dalla fantasia umana; e sono reali; sono vissuti nelle foreste primigenie, hanno visto le Alpi e i Pirenei uscire lentamente dal mare, forare le nubi con la vetta e ridiscendere. Hanno camminato sotto le ombrose gallerie di felci e araucarie. Oh, paesaggi grandiosi delle epoche scomparse! Nessuno sguardo umano vi ha contemplato, nessun orecchio umano ha percepito le vostre armonie, nessun pensiero era desto di fronte ai vostri magici panorami" [Camille Flammarion, Il mondo prima della creazione dell'uomo, 1880].


Una decina d'anni dopo questo andazzo, sua moglie prese i quattro figli e se ne andò esasperata. Ma si sa che non si inizia una grande disciplina senza qualche dolore personale, piccolo o grande.

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