domenica 25 maggio 2008

I mostri di Tilgate

Il Monte Analogo non è l'unico luogo dello spirito che mi abbia accolto, allora come oggi. Questa che vedete sotto è la Foresta di Tilgate.


Esiste davvero: è nel Sussex. Più che altro ha un valore storico. Qui sono state ritrovate le prime ossa di antichi rettili del passato - quando ancora neppure li chiamavano dinosauri. L'Inghilterra vittoriana era presa dal fremito del positivismo e faceva di tutto una scienza - ma era anche una nazione di fede, che non poteva discostarsi dalle verità della Bibbia. I geologi erano appena nati e tentavano di trovare la storia del mondo creato da Dio in un ciottolo. Uno di loro, il reverendo William Buckland (l'omarozzo in tuta geologica a lato della pagina), cercando attorno al 1820 la prova geologica del Diluvio Universale, trovò questa:


Al che gli venne da pensare che nella Bibbia non si parlava di varani carnivori lunghi dodici metri. Lui, tenero, pensava ai varani perchè non aveva altri termini di paragone - solo questa mandibola da incubo, con un dente seghettato a pugnale e tanti bei dentini negli alveoli pronti a spuntare, ciclo dopo ciclo. Buckland continuò a credere nel Diluvio: aveva pur sempre trovato le tracce, negli strati geologici secondari, di un'immensa alluvione - dove, come adesso è stato chiarito, c'era il fondale della Tetide, il mare che ricopriva l'Europa. E battezzò il suo carnivoro antidiluviano Megalosaurus: il grande rettile. Dopodichè lo studiò per bene, insieme al suo orso ammestrato, ai suoi due sciacalli che allevava in casa con grande gioia dei suoi porcellini d'India, e continuando a cucinare coccodrilli ai colleghi accademici di filosofia - che per questo non lo amavano come forse avrebbe meritato. E pensate che ancora non eravamo nella Tilgate: bensì a Stonesfield, nelle vicinanze. Fu nella Tilgate che altri dopo Buckland trovarono le tracce - ne trovarono pure troppe - di un mondo immenso e sepolto. La cui esistenza era inimmaginabile....



All'epoca erano tutti molto antropocentrici e normativi. Si chiesero il perchè di queste creaure spropositate che apparentemente non facevano altro che scannarsi a vicenda. La cosa li terrorizzava. Neanche un decennio prima, Mary Anning (ebbene si: la paleontologia l'ha iniziata
una donna - per giunta nubile, povera, sopravvissuta ad un fulmine, con madre e cane a carico, che si guadagnava da vivere da sola. Le femministe paiono scordarsi di questo trionfo!) aveva trovato altre ossa nel Devonshire, a Lyme Regis, le quali autorizzavano a credere che parecchi milioni di anni prima il mare d'Inghilterra fosse stato una cosa tipo questa:
Un orrore lunare di annientamenti a catena (curiosamente, da piccolo trovavo quest'immagine riposante - era tutto così senza rumore, buio e remoto. Quasi un punto di fuga). Il suggestivo disegno viene dai Grandi Draghi del Mare di John Martin e Thomas Hawkins. Chiaro che conoscevano l'Ichtyosaurus e il Plesiosaurus, due specie di rettili marini scoperte da Mary Anning - e ci marciavano su. Il terrore era stata la prima reazione alla scoperta di un passato poco rassicurante; il mio io bambino se ne ricorda bene, perchè stava per ore, di notte, a non dormire pensando alle cacce bramose e fameliche e a quella mandibola terrificante. Dopo, però, capì che il terrore era fascino e che nella Tilgate Forest ci sarebbe andato volentieri, a tirar fuori dalle cave di pietra denti, femori, teste, artigli, a datare gli strati geologici e ad accarezzare ciottoli immaginandosi una realtà ancora da costruire. Questa è la Foresta di Tilgate: uno dei tanti agganci che nella vita mi sono creato per ritirarmi nell'immagine e nella fantasia, quelle poche volte che ci riesco.



[le fonti sono innumerevoli. La migliore resta Dinosaur Hunters di Deborah Cadbury, pubblicato pochi anni fa da Sironi.]

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