venerdì 6 giugno 2008

E' tutto qui.

Descrivendo Sir Walter Elliott, una scrittrice da me molto amata nota che sfogliando certi libri, questo personaggio "(...) found occupation for an idle hour, and consolation in a distressed one (...)". La lettura di Sir Walter, persona semplice, un po' vanitosa, assai meschina, ma tutto sommato normale, ha le sue uniche motivazioni nel trovare qualcosa da fare quando non sa che fare - perchè non ha del tempo libero - e nel distrarsi dalle tristezze della sua esistenza. Il ruolo dell'arte nella sua vita è questo.

...E se fosse tutto qui?

...Ma d'altro canto, cosa pretendo, io, quando scrivo? Come posso parlare a tante persone? Qual è il linguaggio da usare perchè mi prestino attenzione? Inevitabilmente questo: fornire loro "occupation for an idle hour, and consolation in a distressed one". Ovviamente, considerata la mia scrupolosità, fornire loro roba buona e non banale.

Inutile difendersi con la presunzione che l'arte è cosa per pochi fruitori eletti. Scempiaggini. E' nata per tutti e per tutti deve restare, o non avrebbe più ragion d'essere. E' un bisogno radicato: la persona che accende la televisione e guarda una boiata sta in effetti cercando arte: cioè qualcosa che la tenga occupata, che la distragga, che la stimoli e la diverta. Poco importa cosa effettivamente le viene dato: ovvio che non ha voglia, il più delle volte, di sforzarsi di capire e preferisce avere subito sul piatto qualcosa di comprensibile. E chi fa intrattenimento punta al ribasso. Ma se uno fa tanto di fornire a questa gente dell'arte comprensibile e nel contempo di fattura preziosa e profonda per contenuti, ebbene, questo tizio trionferà sulle stupidaggini che lo circondano. E non solo nel delirio quotidiano, ma nella memoria del futuro.
Si è detto che l'arte è pericolosa perchè fa pensare. Può darsi: dubito però che possa colmare l'abisso tra il pensare e l'agire di conseguenza, abisso che in genere i fruitori non coprono mai. Non è pericolosa come della buona informazione mirata, ad esempio. E' costosa, pretende tempo e denaro, e questo è un buon motivo per farne il meno possibile. L'artista non è sempre un maudit sbavante; spesso è amabile, salottiero, di sentimenti caldi e di forte morale, e vive una vita povera di avvenimenti e quasi banale, o addirittura integrato nella sua struttura statale - che sa però criticare quando deve: non è un servo. Questo non gli impedisce di sfornare capolavori, e dunque l'arte può tranquillamente essere fatta senza sentirsi dei perseguitati. Se non si sa fornire "occupation for an idle hour, and consolation in a distressed one", se non le si fornisce bene - cioè con dei contenuti importanti e una forma sudata e lavorata - se non si comunica niente a chi guarda, inutile sentirsi degli incompresi. Il primo dovere è comunicare bene, senza banalità, senza stereotipi, ma rompendosi la testa su ogni minimo particolare affinchè il messaggio arrivi al massimo della sua potenza, e lo spettatore sia portato quasi per automatismo alle conclusioni - o ai problemi - che gli si volevano mettere davanti.

7 commenti:

La Zia ha detto...

bè di sicuro l'arte (e penso in questo momento alle letture che amo) è "occupation for an idle hour, and consolation in a distressed one" ....ma così molte altre boiate.
Lo spettatore che si accontenta del programma cretino (e lo siamo o siamo stati tutti prima o poi) si sta godendo un'oretta di libertà, è vero, ma la colpa del programma cretino è SUA. Se lui non lo guardasse non esisterebbe.
L'artista in quanto tale non si preoccupa dello spettatore, non dovrebbe, a meno di considerare sè stesso lo spettatore principale. Ma chi offre intrattenimento, bè non è mica scemo..perchè sbattersi per offrire qualcosa di meglio se con poco sforzo ottieni lo stesso effetto di occupation-consolation del grande artista?

emilio neoteros ha detto...

proprio perchè se sei un artista non ti puoi accontentare di così poco. ma è da qui che si deve partire. non dall'eremitaggio.

La Zia ha detto...

si ma tu stai trascurando un enorme particolare.
il mondo è dei furbi (oh a proposito hai sentito che silvio ha avuto un mancamento?! -- scusa associazione di idee)..anzi non solo il mondo è dei furbi e popolato di scemi (forse le due cose sono legate?)
Perchè il furbo che può venire considerato artista senza esserlo si deve sbattere? Forse per finire come l'artista che, sbattutosi, viene considerato inutile?
Ma ora che ci penso la verità è semplicemente un'altra..è vero che tutto è arte (occupation-consolation). Solo che ognuno ha l'arte che si merita.

Stephanie・ステファニー ha detto...

Mmm discorso da prendere con le pinze quello che tu fai.
Davvero l'arte è di tutti per tutti?
Innanzitutto è la forma di vita di chi veramente non vive, e questo non lo dico io bensi Montale :P
Poi sinceramente penso che chi accende la tv non cerca arte, vuole intrattenimento, e penso anche che siano in pochi a cercarla davvero, l'arte XD


[questo a parte:ho trovato un volo a 918Euro andata-ritorno, pollegg ^^]
saluti
stephi

emilio neoteros ha detto...

stefi, il discorso è che l'uomo che accende la televisione vuole intrattenimento... ma all'inizio l'arte nasce come intrattenimento. E' intrattenimento nella sua forma meno banale e più bella.

Anonimo ha detto...

Davvero una persona di grande intelligienza, o meglio... acutezza..questa "zia"!!!

dico sul serio

magari sa anche cucinare..

emilio neoteros ha detto...

la zia, o anonimo fabrizio, la mia barbara, amica fedele d'infanzia e aitante marxista. Consiglio visitare i suoi due blog.