sabato 28 giugno 2008

JAWS? ma fammi ridere, via...

[una sera, guardando lo Squalo] 

MARIA  Cielo! Stanotte avrò gli incubi!
ILARIA  Questo film è una palla.
FABRI  Giulio, fai un post sul Megalodon?

Ogni tuo desiderio...

Il passato sterminato del nostro pianeta - l'estensione smisurata della vita sulla Terra - ha nei suoi recessi i mostri che andiamo cercando fin da prima di conoscere questo passato. Considerate solo quest'oggetto.


Sono mascelle di squalo. Gli squali, dato lo scheletro di cartilagine, non fossilizzano mai, eccettuate le mascelle e i denti, che sono di osso come si deve.

Tra i 16 e gli 1.6 milioni di anni fa, nel mare della Tetide, versione allargata del Mediterraneo che si stendeva dal Sahel alla Francia del nord, nuotava un parente dell'attuale squalo bianco, il cosiddetto Carcharodon Megalodon. Tra amici, il megalodonte. Qui lo vediamo vicino ad un sommozzatore - ipotetico: nessun sommozzatore si butterebbe in acqua con un megalodonte.


L'amabile creatura era lunga dai 15 ai 20 metri. Nuotava lentamente in un mare caldo dove bazzicavano, ormai padroni, i mammiferi come le balene. Li divorava, probabilmente, senza troppo stupirsene - bisognava che mangiasse un quinto del suo peso al giorno, per sopravvivere. Sempre in teoria, teneva dietro alle abitudini che sarebbero state dei suoi discendenti più piccoli: girava a pelo d'acqua, ficcanasava su cosa succedesse in superficie sporgendo con la testa, snasava le acque costiere in cerca di preda, e per riprodursi scendeva nelle profondità senza luce, dove non sarebbe stato disturbato (...ma chi poteva mai sognarsi di disturbarlo? Un coso di trenta metri? Non diciamo scempiaggini). Quando arrivarono le glaciazioni, il mare si raffreddò, certe sue prede abituali sparirono, e si estinse. Ci balocchiamo tuttora con i suoi fossili - ogni tanto salta fuori qalche dente. Un'altra porzione di inimmaginabile che sparisce prima che l'uomo possa osservarla.

O no?

Alcuni denti rinvenuti in mare fanno pensare ad esemplari vivi tra i 15.000 e i 10.000 anni fa. Molti miti dei polinesiani e degli indigeni della Nuova Guinea parlano del Signore degli Abissi, uno squalo enorme che di tanto in tanto compare dalle sue caotiche profondità. Un cutter australiano, nel 1954, si beccò uno scossone e una falla nella chiglia; qualcuno l'aveva morsa, e i dai denti ritrovati si stimò uno squalo di 24 metri. Altre segnalazioni, negli anni '80, parlano di bestie di una trentina di metri, che appaiono e poi, schive, se ne vanno.
Immaginiamo l'impatto di un simile mostro sulla nostra godereccia vita quotidiana. Qui si pesca... con mezzi scarsi, vista la preda. 


Qui si fa surf... in compagnia.


...E' ANCORA TRA NOI?!?

[...ovviamente no. Cosa mangerebbe? Di balene ce ne sono ormai molto poche. E poi è ingombrante, santo cielo. In quanto carcarodonte, e non adatto alla vita nelle zone marine prive di luce, dovrebbe starsene in superficie, dove, in 500 anni che navighiamo per gli oceani, prima o poi l'avremmo beccato! Le testimonianze sulla sua esistenza sono pallide e controvertibili. Però lasciatemi sognare. Sunk in unconscious...]

3 commenti:

Anonimo ha detto...

...eccellente!!!

Anonimo ha detto...

dovremmo trovarci al più presto con la combricola di Lo Squalo, a questo punto, per vedere Megalodon...!

spero tu possa organizzare

emilio neoteros ha detto...

non mancherò...