venerdì 18 luglio 2008

18 luglio 1817


"Cara Miss Tilson... La persona che si occupa di me è incoraggiante, e dice che mi farà stare abbastanza bene. Passo il tempo principalmente sul sofà, ma mi è permesso di camminare da una stanza all’altra. Una volta sono stata su una portantina, ho in programma di rifarlo, e sarò promossa alla sedia a rotelle, man mano che la stagione lo permetterà. Su questo argomento non aggiungerò altro, se non che la mia carissima sorella, la mia tenera, attenta, infaticabile infermiera, non ha finito con l’ammalarsi per i suoi sforzi. Se penso a quanto le devo, e quanto devo all’ansioso affetto di tutta la mia amata famiglia in questa circostanza, non posso che commuovermi, e pregare Dio di benedirli ancora e ancora… ma sto scivolando fin troppo nel lamentoso. È stato l’appuntamento previsto da Dio; benché potrebbero avere operato anche cause secondarie… Lei troverà il Capitano Harville un uomo molto rispettabile, di buone intenzioni, di maniere non eccelse; sua moglie e le sue sorelle sono tutte spiritose e cortesi, e spero (visto che al momento la moda lo permette) con indosso sottane più lunghe dell’anno precedente
Cordialmente, Jane Austen".

Era il 27 maggio. Pochi mesi dopo se ne andò per sempre; lei, che anche davanti alla morte, dopo una breve ma estenuante malattia ai reni, riuscì a rimproverarsi per un po' di emotività sopra le righe.

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