lunedì 14 luglio 2008

Il distruttore


Basilio II - imperatore di Bisanzio - dopo aver fatto a brandelli i parassiti bulgari che gl'infestavano i sobborghi del Danubio, ebbe a dire al suo attendente che dal fiume Strìmone fino all'Albania si poteva fare una strada delle loro interiora. L'attendente gli rispose che si, sarebbe stato una chicca, ma era meglio occuparsi dei Serbi, che guardavano in cagnesco i Bizantini dalle pianure del settentrione. Il basilèus si fece mettere sulle rive dello Strìmone un telo sotto una tenda, e si stese a contemplare, nella foschia mattutina, il campo di battaglia e la Bulgaria schiacciata per sempre. E ripensò allo zar Samuele, che a Larissa aveva riso di lui e dei cadaveri dei greci; Samuele, che in quel momento si rotolava per terra nel vedere 15.000 suoi soldati accecati da Basilio. E ripensò alle navi arabe in fiamme sul Corno d'Oro, ai messaggeri veneti che sibilavano, a quel russo di Kiev che gli gridava contro per strada, alle lunghe marce nel brusco altopiano armeno, ai suoi nonni - che erano contadini - sulle colline della Macedonia. Era il 4 ottobre del 1014.

1 commento:

La Zia ha detto...

BULGAROCTONO!