martedì 8 luglio 2008

Riconsiderazioni

Per tutta la vita ho creduto nel progresso. Nell'accumulare denaro. Difatti ho un deposito in cima a una collina con tre ettari cubici di monetine, e una volta, nello Yukon, pensai che quella splendida vallata fitta di abeti e di alci e irrorata da un fiumiciattolo poteva sparire discretamente davanti all'avanzata dell'economia umana.

Poi mi è venuto da pensare - come sempre in questi casi - che il denaro, negli abissi più profondi di me, non lo considero un oggetto con potere d'acquisto. Lo ritengo - lo sento - come il correlativo oggettivo di una quantità di ricordi immensa, d'una vita troppo lunga. Ecco il famoso tempo per sé che oggi la gente sacrifica per crescere sempre di più. In nome di questo valore affettivo del mio denaro, che non ho mai perduto nonostante la mia eterna corsa alla ricchezza - si, in nome di questo valore affettivo delle cose, delle ricchezze che ho accumulato io respingo il desiderio smodato di crescita e di accumulo. Poiché la coscienza e l'onestà con sè stessi io l'ho promessa a mio padre quando partii da Glasgow per l'America, e non l'ho mai tradito.

Paperon De' Paperoni (Scrooge McDuck), Perché sono per la decrescita, I 5

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