giovedì 17 luglio 2008

Voler bene per.

Mi piace voler bene alle persone per i loro piccoli, divertenti difetti. In fondo io voglio bene a W. quando cristianeggia, a D. quando mi racconta particolari irriferibili sulla sua vita intima, a L. quando non può accettare una situazione e deve cambiarla, a Fabri quando mezz'ora prima di un appuntamento a cui ho mostrato di tenere mi telefona che s'è scordato la lavapiatti e quindi non viene, e perché no, anche a R. quando mi viene a sventolare davanti il suo jackfrusciantismo davanti a una cofana di popcorn. In fondo sono questi particolari affettuosamente grotteschi che mi fanno sentire un po' meno minorato del solito. Si, perché molte persone, nel corso del tempo (in particolare i miei coccoladetestati compagni di classe) mi hanno fatto sempre capire che "sssì, è buono alla fine, anche se è cretino, cerchiamo di aiutarlo. Vogliamogli bene nonostante tutto". Oh. Che sacrificio!... Sparite, perbenisti. La vostra superiorità vitale è qualcosa con cui è difficile convivere. Diciamo che a voi voglio bene nonostante amiate affermare che siete migliori di me.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Giulietto, quando qualcuno ti vuole bene non stare a chiederti perchè... ci sarà sicuramente almeno un ottimo motivo! Per fortuna nell'amicizia non si sta a guardare chi è migliore o chi è più brillante, altrimenti sarebbero davvero pochi quelli alla tua altezza!
Un abbraccio,
Ilary, cristianeggiante perenne

P.S. Grazie per i consigli su Ugo!