venerdì 8 agosto 2008

Booklandia Nova

Certe impressioni che do di me sono sbagliate. Ad esempio: la lettura. Secondo molti io sono un divoratore di libri. Si, è vero che li amo molto; ma non sono per niente veloce a leggerli, spesso mi impegno in mattoni terrificanti per gusto di sfidarli e comunque leggo molto più piano, ad esempio, di Laura. Inoltre, nel corso dell'inverno, col fatto che l'uni mi prende molto, leggo molto poco. Voi capite: non solo sono pigro, e quindi spesso mi manca la voglia di prendere un libro in mano e preferisco sciacquarmi il cervello con un fumetto o un film; ho pure delle difficoltà di concentrazione per cui posso piantarmi su un passo del libro che sto leggendo per mezz'ora senza capire cosa vuol dire, perché il cervello evacua proprio mentre ci poso gli occhi, ed evacua ogni volta che riprovo a leggere quel passo. 

La mia lettura, come tutte le cose importanti della mia vita, è lenta e graduale. Molti libri li scopro alla terza lettura. Su molte cose che leggo son portato a riflettere anni dopo. Rileggo più e più volte pagine casuali dei libri che ho già sistemato sullo scaffale, perché ho il terrore atavico di dimenticarli. A volte la svogliatezza è tale che m'impongo di leggere almeno venti pagine al giorno di un libro, così da essere in pace con la coscienza. Mi rifiuto testardamente di leggere i libri sciacquacervello, moderni e didattici che mi propone mia madre, virando su bestie impegnative e classicheggianti, di solito faticosissime. Il Doctor Faustus di Thomas Mann, per quanto meraviglioso, è stato fonte di profonda angoscia.

Con questo sistema, osserverete che ho letto molti meno libri della media di chi mi circonda. Mi consolo dicendomi che, in fondo, l'importanza che ogni singolo libro ha su di me quando lo leggo è tale che vale quanto duemila libri letti a casaccio o con leggerezza. Mi consolo: magari m'illudo e basta.

Nessun commento: