martedì 12 agosto 2008

Riflessioni su una serata

In seguito ad una serata fra amici ho maturato alcune considerazioni su me stesso. A quanto pare io:

1) Non ho il senso dell'umorismo. Porgo una bottiglia a uno e quello si caccia a ridere. A quanto pare il mio gesto era talmente goffo, impacciato e rigido che faceva ridere. Io ci sono rimasto secco. Non capisco ancora perché facesse ridere tanto. Insomma, fatto sta che non ho il senso dell'umorismo.

2) Ascolto musica mediocre. Dopo aver visto Amadeus ho la sindrome del "mio Dio, povero Salieri, ma in fondo i mediocri non sono così male, anzi non sono affatto mediocri"; così tradisco i grandi compositori e rivelo i miei gusti da sempliciotto burino fanatico di meldoramma crogiolandomi in dei miserabili volgari come Vivaldi, Pergolesi, Caldara, Monteverdi, Piccinni, Traetta, Mazzoni, Gluck e compagnia (gente che nessuno ha mai sentito nominare, e in ogni caso farebbero inorridire chiunque ne sapesse un po' di armonia, diciamo un qualunque studente di conservatorio).

3) Non capisco una sega neanche di letteratura, perché invece di cogliere il genio di Melissa P. (come lo definì un mio amico) o di qualunque altro modernissimo (in breve, i libri di Laura) a vent'anni sono ancora lì con i sonetti barocchi, i drammi del Metastasio, i frammenti della Dickinson e i mattoni di Thomas Mann.

4) Sul cinema, non ne parliamo.

5) E insisto ancora sui miei grotteschi dinosauri! Pietoso infantilismo.

Concludo mestamente: lunga è la via perchè io diventi una persona normale (come molte persone che mi conoscono da tempo desiderano). Ci provò Nicola, quel giorno lontano, a votare per me alle elezioni per i rappresentati di classe, sperando che responsabilizzandomi io diventassi meno ridicolo: ma a quanto pare io e il ridicolo siamo connaturati, siamo una sola indivisibile persona, e insieme all'indelicata goffaggine formiamo una parodia di trinità.

[io vi ucciderò tutti]

5 commenti:

toppe ha detto...

1) Tu a volte sai tirar fuori benissimo il tuo senso dell'umorismo, anche su te stesso; quindi sei capacissimo di farlo... se lo facessi più spesso vivresti più sereno!

2) Scusa, io ascolto canzonette e i Sigur Ros. Dove starei nella tua crudele scala di valori?

3) Idem come sopra. Fra l'altro, ti faccio notare come i punti 2 e 3 siano opposti: nel caso della musica ascolteresti roba "dozzinale", nella letteratura stai sulle vette dei poeti stralaureati. Però non sei contento in entrambi i casi... allora forse il problema non è nel merito di quello che ascolti, non trovi?

4) Cinema? Cosa essere cinema?

5) L'unica differenza tra te e il mondo è che tu hai il coraggio di sbandierare il grottesco che c'è in te. Poi ti senti anormale e ti fai un mucchio di pippe mentali, ma intanto sei te stesso.
Noi mortali invece lo cammuffiamo e viviamo repressi, sognando la notte di tornare bambini.

6) Se osi diventare normale, la nostra amicizia finirà U.U

Anonimo ha detto...

sottoscrivo appieno, brutta testa di c.... che non sei altro!!

Finiscila con queste troiate e vai avanti per la tua strada serenamente, è questo che ancora non fai, non le puttanate che hai scritto!

emilio neoteros ha detto...

cosa c'entra, i Sigur Ros sono roba alta.

toppe ha detto...

Per latitudine, intendi.

emilio neoteros ha detto...

ma no, nella storia della musica.