giovedì 25 settembre 2008

Dio, quant'è bella!...


VII.

   Ecco ch’un’altra volta, o valle inferna,
O fiume alpestre, o ruinati sassi,
O spirti ignudi di virtute e cassi,
Udrete il pianto e la mia doglia eterna.
Ogni monte udirammi, ogni caverna,
Ovunqu’ io arresti, ovunqu’io mova i passi;
Chè Fortuna, che mai salda non stassi,
Cresce ogn’or il mio male, ogn’or l’eterna.
   Deh, mentre ch’io mi lagno e giorno e notte,
O fere, o sassi, o orride ruine,
O selve incolte, o solitarie grotte,
   Upupe, e voi del mal nostro indovine,
Piangete meco a voci alte interrotte
Il mio più d’altro miserando fine.

Dalle Rime di Isabella Morra (1520 - 1546)

2 commenti:

Anonimo ha detto...

Consiglio la lettura delle Lettere della religiosa portoghese di Gulleragues

Anonimo ha detto...

Guilleragues pardon