sabato 13 settembre 2008

Due veneziani

Uno era figlio di ricchi mercanti e faceva musica per diletto, specie dopo che il babbo lasciò l'azienda ai fratelli minori. L'altro era un prete schizzato, figlio di un barbiere violinista e di una sarta, messo in seminario per mangiare meglio, e che non diceva messa a causa dell'asma. Entrambi suonavano il violino, ma il prete lo suonava fino allo spasmo, con delle cadenze che facevano fumare le corde. Uno aveva un grande affetto per l'oboe, e ci ha donato temini dolci, garbati, molto composti; l'altro, delle frenetiche sarabande che si scaricano in adagi solitari e lentissimi. Entrambi si legarono ad una cantante, ma pare che quella del prete asmatico fosse più una brava attrice che non una cantante. Uno si spostò di rado, e morì nel suo letto: l'altro, peggio di uno zingaro, girò da Firenze ad Amsterdam per fare opere e concerti, e schioppò solo, a Vienna, non si sa di che cosa. Uno fu asmatico per tutta la vita - ma forse era una balla, forse una nevrosi; l'altro si beccò il diabete a sessant'anni e ne morì, dieci anni dopo il prete, che era nato sette anni dopo di lui. 



Dev'esserci stato, tra di loro, almeno un conflitto. Un attrito. Uno sclero. O forse andavano insieme in gondola a ubriacarsi sulla riva degli Schiavoni, che ne so. 

Nessun commento: