mercoledì 24 settembre 2008

Inventario

Ma io, fino adesso, cosa ho scritto? E soprattutto: a voi, che ve ne frega? Ma quando parlo con 'voi' spesso sento di stare chiarendo due cosette anche a me. Vediamo; io, scrittore... no, che brutta parola... artista... no, fa schifo... artigiano... eh, magari... altri vent'anni, va'! allora... io... paroliere? wow, peccato che l'ultima volta che ho scritto una canzone è stato nella mia vita precedente. Insomma, io che-costruisco-faticosamente-come-fossero-partiture-o-quadri-delle-pagine-fitte-di-lettere ho al momento in borsa:

I testi teatrali:

- Se siete l'imperatore più potente del mondo, pensate a quello che fate!, o sia IL SERSE (simpatica commediona tragica messa su quand'ero al liceo)
- La Torre di Babele, o sia il NEMBROTTE (fosca tragedia biblica)
- Il tesoro di Ascanio, o sia ELISA (commedia da teatrino delle marionette scritta appositamente per il teatrino di casa S., su richiesta di Fabrizio, che ovviamente, nei quattro anni che l'ha avuta in mano non l'ha neppure aperta)
- Il ritorno alle foreste, o sia ARKHAM (fantasmagoria ispirata alla Shoah)
- La resurrezione, o sia MICHAEL (tragicommedia sulle sorti dell'umanità e su due apprendisti umani, se così si può dire, molto rocambolesca)
- L'uomo d'ordine, o sia LEVIATHAN (drammone ateo e senzadio organizzato come una tragedia greca, come personaggi non proprio tipici)

I racconti:

- Il mondo nuovo (fantascienza dinosauresca)
- La verità (la giornata di un professore di lettere)
- Le ali (quel che successe ad uno strano studente)
- Il giorno che il diavolo cantò (lo sto ancora riscrivendo daccapo, ma è la giornata di due librai)
- Niente da dire (satira letteraria ed esame di coscienza)
- Una donna (l'ossessione di una narcisista - scritto in tandem con la mia alter-ego Elisa)
- Gli abissi del Male, o sia Don Farnace (che prima o poi dovrò riassettare)

Ho anche una quaterna di racconti momentisti, lunghi ciascuno venti righe, e alcune poesie, delle quali però non vado fiero - quelle buone sono forse tre o quattro. E sto scrivendo:

- La tessitrice di anime (in tandem con Elisa)
- Il Signor F.

Ho alcuni progetti gustosi, tra cui una satira sull'immigrazione (La comparsa degli anfibi), Dioniso a Napoli, un viaggio nella Britannia Romana, un drammone nella medesima, e chissà cos'altro. Devo dire che in questi anni non mi sono mai mancate idee; certo, non tutte buone; ma se ho una fortuna in senso letterario, è quella di avere una fantasia sbrigliatissima e - detto come va detto - un gran gusto a raccontare. Ma raccontare come piace a me, con allegria e disperazione, e sempre, sempre con invenzione. Mi annoia la realtà. Non posso ammorbarmi a scrivere romanzi mitteleuropei strappacuore come vorrebbe mia madre, o annali di adolescenti complessati come vorrebbe mio padre; e siccome non faccio come dicono loro, difficilmente avrò mai successo. Ma bisogna che io vada per i cazzi miei, e un giorno capirò.

Almeno spero.

1 commento:

Anonimo ha detto...

"Ma bisogna che io vada per i cazzi miei, e un giorno capirò."

Io direi piuttosto: "...ma un giorno capiranno."!

Willy