sabato 13 settembre 2008

Le Danaidi non sono stupide

Sono profondamente devoto alla musica, come si sarà capito. Non c'è pezza: senza una colonna sonora, mi sembrerebbe a volte di non stare vivendo come dovrei - nel senso che il silenzio va bene, ma sparso ovunque no. La musica ha il difetto di essere intrusiva. Incita la mia testa a viaggiare mentre il corpo sta bello fermo, cosa che ho sempre gradito molto.

L'ultima volta che Chiara e Gianlo mi sono venuti in casa, gli ho preparato la carbonara, e mentre percuotevo selvaggiamente il tuorlo d'uovo nella cofana, in salotto le Furie annunciavano alle Danaidi che i loro tormenti non sarebbero finiti mai più; e le Danaidi, fatto caso che in effetti la dannazione si presume che sia eterna, tiravano venti secondi netti di urlo agghiacciante. Dopodichè, due colpi degli archi, e Salieri finalmente ha staccato la penna dalla partitura, magari tirando un sospiro di sollievo - ha vibrato al massimo la sua corda tragica, lui, spirito alieno da qualsiasi eccesso. 

Gluck, che stava nel letto a fianco, malato che peggio non si poteva ma ancora in grado di dare due dritte al giovane veneto, gli avrà chiesto: "Me la strimpelli al fortepiano, sia cortese - voglio sentire come viene"; Salieri avrà obbedito, e Gluck si sarà detto: "Si, funziona." Dopodiché Gluck avrebbe potuto addormentarsi per la febbre, e Salieri dev'essere uscito in silenzio per non disturbarlo. Era il suo idolo, diamine.


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