domenica 28 settembre 2008

Mattinata

"[Albinoni] fu particolarmente attratto dall'oboe, uno strumento relativamente poco usato in Italia fino ad allora, tanto che il suo è stato il primo concerto per oboe scritto in Italia."

Wikipedia

(mattina presto in una calle di Venezia, vicino a piazza San Marco. Dodici gennaio 1715. Albinoni, intabarrato in un cappottone per il freddo invernale, si incammina verso la piazza e incontra Ilaria che se ne sta per i fatti suoi a guardare il cielo azzurro cupo, un poco rannuvolato, alla base di un muro sopra il quale spuntano dei rampicanti. Di là dal muro c'è evidentemente il giardino di una casa signorile. Qualche lamella di sole striscia per i muri. I due si salutano)



ALBINONI  Oh, salve, Ila.
ILA  Salve, Tomaso. Così presto vi svegliate?


ALBINONI (annuendo) Oggi, si; che il mio amico, il Vivaldi, m'ha detto che se voglio sentire le ragazze dell'orfanotrofio suonare, devo presentarmi alle devozioni mattutine.
ILA   Andate ad ammirare la bellezza delle ragazze? M'han detto che sono splendide.
ALBINONI   Al contrario, orrende; però suonano molto bene. E poi c'è un nuovo strumento che volevo andare a sentire.
ILA (sporgendosi verso di lui)  Si? Cominciate ad incuriosirmi.
ALBINONI   E' un fiato, i francesi lo chiamano obuè. Qui in Italia non si sa neppure cosa sia. Ma il suo suono mi piace. Così da qualche settimana vado a sentirlo all'Ospedale della Pietà.
ILA  E' crudele il Vivaldi a farvi alzare a quest'ora!
ALBINONI (ridendo) Non sarebbe il Vivaldi!
ILA  Ecco. Ma che suono ha?
ALBINONI  Aspro, a detta di molti; ma per me quell'asprezza può diventare molto dolce e insinuante.
ILA  Be', non vi rimane che metter su qualcosina di scritto.
ALBINONI  Brava Ila, guardate pure qui (e si cava di sotto il cappottone una carpetta di cuoio gonfia di pagine pentagrammate. Lo porge ad Ilaria, che ne scioglie il nodo. Ila sfoglia le pagine di musica dentro la carpetta, canticchiandole). Ne sapete di musica?
ILA   Un poco. Ma sentite, è bello.
ALBINONI (onoratissimo) Troppa grazia, signorina Ila. Ma voi che fate qui tutta sola?
ILA   Cazzeggio.
ALBINONI   Ma rintanatevi dentro casa, voi che potete. Non sentite che freddo?
ILA   No, Tomaso, a casa ci torno dopo essere stata felice da qualche altra parte. La giornata è appena cominciata.
ALBINONI (con un mezzo inchino) Permettete almeno che vi dia una mano per proseguirla. Se avete osservato abbastanza il cielo, accompagnatemi dalle putte della Pietà. Poi andremo a fare colazione insieme al Vivaldi. Cosa ne dite?
ILA   Volentieri, Tomasino. E pretendevate che me ne stessi a casa, con un progetto simile?
ALBINONI  (scrollando le spalle) Non lo so, signorina Ila; sono solo un musicista dilettante.

(dà la mano all'Ila e la traina in piazza, verso l'Ospedale della Pietà. Il sole illumina di sbieco le due figurine allacciate mano nella mano, che camminano e chiacchierano)

1 commento:

Rita ha detto...

Sigh...l'oboe...quanti ricordi di gioventù...