mercoledì 1 ottobre 2008

La - la - laaaa... du du duuuuuu

Ho la tesi. Si chiama Laur... no, quella è la ragazza, mi sono confuso. Pardòn. Dicevo: ho la TESI. Il mio relatore è Renzo Tosi, ordinario di Letteratura Greca. Correlatori: Elena Esposito, docente di Papirologia all'Istituto Vitelli (che il mondo c'invidia) di Firenze, e Walter Cavini, di Storia della Filosofia Antica. Farò riferimento agli ultimi due, perlopiù, perché una tesi di triennale non può esser fatta in papirologia letteraria, in quanto non esiste a Bologna l'insegnamento apposito, ma può esser fatta come una tesi (nominale) in Letteratura Greca. La Esposito mi ha già appioppato un gentile librone sulla metodologia dei papiri ercolanesi. Si, sto andando a ravanare in un blocco di qualcosa come 4000 papiri e frammenti di papiri ingoiati dal Vesuvio nel 79 d.C., nella fattispecie papiri in greco che facevano parte della biblioteca privata di un cugino di Cesare. La parte greca della biblioteca è in via di scavo, quella latina ancora non è stata trovata (e secondo la Coralini, al Dipartimento di Archeologia, non verrà trovata mai, perché non c'era). Se ci fosse, avremmo un fracco di testi latini arcaici che a quell'epoca ancora non erano usciti dalla circolazione libraria. Ennio, Accio, Pacuvio, Livio Andronico, Nevio, Lucilio, Cecilio Stazio... verrà il tempo della resurrezione, forse. Ma a parte questo, ho la tesi. Un papiro filosofico di quelli ercolanesi, da definirsi (cioè Cavini ci pensa e poi me lo smolla), con una parte papirologica di lettura e approfondimento del testo, ed una strombazzantissima parte filosofica in cui m'ingarbuglierò in problematiche immani. Dice Carlotta che un buon 60 - 70 pagine ci stanno. Dominus prouidebit.

2 commenti:

La Zia ha detto...

non ti facevo interessato ai papiri però... ma gliel'hai proposto tu alla tipa l'argomento? io non so bellamente che cacchio fare

Stephanie・ステファニー ha detto...

Pero!
Buon lavoro!