giovedì 9 ottobre 2008

Trilemmi

Il professor W., alias Quell'Uomo, alias il mio correlatore (gulp), ha inviato a due pezzi grossi del ramo filologofilosofico la mia proposta di una tesi. Ne sono uscite fuori una sberla di 3 alternative che esito a definire ovvie.

"Penso che sia opportuno orientarsi su testi che lo studente possa leggere in edizioni moderne e agevoli da consultare. Sarebbe per esempio il caso del PHerc. 1251 che contiene un testo etico attribuibile a Filodemo di Gadara, per cui l'edizione di riferimento è G. Indelli - Voula Tsouna, Philodemus, On choices and avoidances, La Scuola di Epicuro, vol. 15, Napoli 1995 (la traduzione del testo greco è anche in italiano). Un altro testo potrebbe essere il PHerc. 1055, un libro di Demetrio Lacone di argomento teologico. L'edizione è di M. Santoro, Demetrio Lacone, La forma del dio, La Scuola di Epicuro, vol. 17, Napoli 2000."

Così dice la prima campana. La seconda è inglese, e dice:

"Does he want to work in Naples and learn papyrology, or to base his thesis primarily on a published edition? If the former, he will need to talk to Francesca Longo A. (quella che ha scritto la prima mail, n.d.A.) about what is available, i.e. not being studied by someone else at present, since I'm fairly sure that their usual policy is not to make the same papyrus available to two people at the same time. If the latter, the papyrus I suggest is the anonymous (but probably by Philodemus) treatise on the senses, PHerc 19/698. It was edited by Annick Monet in Cronache Ercolanesi 10 or 15 years ago, but I'm sure there's lots more to be said about it. Even if he wants to do the papyrology himself, there might be scope for revisiting that same papyrus, especially as the technology for reading Herculaneum papyri has now improved."

...Dio del cielo, mandami un fulmine chiarificatore.

2 commenti:

Red ha detto...

Con il "Περὶ αἰσθήσεως" di Filodemo ti si apre uno spiraglio interessante. Potresti spingerti oltre il lavoro della cara Annick Monet e raccogliere il plauso della comunità scientifica.

Red ha detto...

A scanso di equivoci ti puoi affidare alla illuminante massima che i bambini indicati da Pittaco dissero allo straniero di Atarne:
τὴν κατὰ σαυτὸν ἔλα!