martedì 16 dicembre 2008

16 dicembre 1775


L'ho conosciuta in lunghi pomeriggi d'inverno. Mi sono perso nelle sue frasi dove ogni virgola ha un senso e poi un altro. Il mio cervello ha imparato a scattare come un anguilla dietro al meccanismo perfetto e terso come cristallo del suo ragionare. Ho conosciuto il controllo di sè stessi, il disprezzo del mondo, il sorriso. L'ho capita dal primo rigo all'ultimo, prendendo a larghe sorsate quelle parole generose, limpide, nette. Ho visto i suoi lampi dove nessuno li ha visti, e ho riso dove altri hanno sbadigliato. Ho toccato con mano che una donna, a dispetto di tutte le banalità, può fare a meno di un uomo, essere un genio ed essere felice nella stessa vita. E' stata - per me - il più immenso scrittore del mondo, e l'ho amata di profondo amore.

La sua casa: prima o poi andrò a visitarla. C'è anche il suo scrittoio, che il babbo le regalò quand'era bambina, investendo 10 sterline in quella perla di figlia che si era ritrovato.


Oggi ricorrono 233 anni dalla nascita di Jane. Festeggiamola insieme. Chissà come festeggiava lei. Probabilmente si ritirava in una camera nel suo piccolo cottage a spettegolare con l'inseparabile sorella Cassandra e a sputtanare il mostro di turno. O forse faceva il bilancio della sua vita e considerava che, in fondo, qualcosa l'aveva poi fatto.

"In questo momento non posso interrompere la revisione del mio romanzo, così come una madre non può separarsi dal figlio che allatta."



3 commenti:

Chiara ha detto...

vergogna.

Anonimo ha detto...

...questo perché sei una donna.

(in risposta alle prime righe di questo post)


sai chi sono

LadyCocca/hap,evitiamo le omonimie! ha detto...

...non c'entra niente... Ma perché "Emilio neoteros"?