mercoledì 24 dicembre 2008

La finestra di camera mia

è molto indicata, se avete un Mac che state ancora imparando ad usare e una vigilia pigra e nebbiosa. Osservate la solitudine di questo tronco appena potato, ed il suo inquietante ischeletrirsi. Non troverete la strada, neanche se fissate per bene. Viste da qui, le case paiono addossarsi l'una all'altra all'infinito, intervallate da chiazze di verde e fumarole di comignoli.


Perdetevi insieme a me nel vedere le cime degli alberi che toccano il cielo. Fin da piccolo mi sono visto lassù, non meno solo - anzi, perfettamente solo. Io, la materia: il freddo, il verde, l'odore umidoaspro dell'abete, la resina che ti s'incolla nelle dita, il vento, la nebbia, le nubi.


[qualcuno lo chiama sentimento creaturale]

2 commenti:

Hap ha detto...

io ho una finestra sul tetto, esattamente sopra la scrivania. giusto giusto per volare via quando si dovrebbe studiare.

toppe ha detto...

...quanto ti capisco. Anch'io ho la mia finestra, e ho scoperto di avere predecessori eccellenti: anche Sartre abitava al sesto piano...