mercoledì 10 dicembre 2008

Sotto la volta


Siamo usciti una sera, io e Chiara, e siamo andati al Baraccano, in attesa paziente di Gianlo con la Marghe. Io attendevo risposte ad una questione che definirei seria. Chiara venerava il suo Mac riparato dopo mesi di privazione ed era lì per sentire due scemenze e saltellare qui e lì. Così si è seduta, nella notte buia e gelida, e io mi sono inoltrato sotto l'immensa volta arancione.

Una volta lì, ho avuto la conferma della mia solitudine di fondo. Non voglio essere categorico, spero di crogiolarmi spesso in futuro di presenze altrui. Ma di fondo io sono così, in piedi sotto un cielo di mattoni arancioni che gioca tra il nereggiare della notte lontana e la luce infernale dei lampioni. E il tempo è infinito, e il nulla si rotola sopra di me, e in fondo sono io. E poiché tutto questo è stato profondamente chiaro e il silenzio era altissimo, ho cantato, senza disturbare, mentre camminavo sotto la volta; e la mia nuvoletta di fiato è salita verso il cielo. Lì ho avuto l'illusione di non esistere, e di vedere nelle cose una sorta di gelida corrispondenza.


1 commento:

Nunzia's ha detto...

Se penso a come è andata veramente la serata..

Sei proprio un ricamatore di versi!!

ahahah..
Ricordati delle tue Origini, G.