sabato 17 gennaio 2009

Bisticci.

Rispolverando i miei primissimissimi scritti, roba di quando avevo sei o sette anni, la cosa che balza all'occhio è che mi divertivo un mondo nello scrivere i dialoghi: e nella fattispecie, a mettere in scena i personaggi che litigano.

Litigano sul nulla, ovviamente: un battibecco che non ha vere basi di odio, anche se a volte generava odio per l'assoluta incapacità dei litiganti di venire ad un compromesso; come a dire che già da bambino ero molto pessimista sulla possibilità di una ricomposizione dei contrasti. Certo, io personalmente ero alieno da odiare troppo a lungo, e dopo venti minuti di ira dentro di me partiva una commozione devastante che mi imponeva di cercare la pace con l'aggressore. Ma sulla carta il conflitto non trovava quasi mai riposo, anzi: mi divertivo un casino a farlo andare avanti per ore e ore, giocando con la crescita della tensione, provocando temporanee fermate, riprese, false conciliazioni, riesplosioni improvvise. Tutto, purché l'energia del battibecco rimanesse. In genere la causa scatenante del battibecco era un commento poco gentile di un personaggio ad un altro, o un atteggiamento poco consono, o un rimprovero, o una presa in giro. Bastava questo a scatenare l'inferno. Il che la dice lunga su quanto da piccolo - e non solo - fossi terribilmente suscettibile, permaloso, e pronto ad abboccare come una triglia a qualunque provocazione. I miei personaggi erano tutti un po' così, si incazzavano facilmente. 

Voi provate ad immaginare un dinosauro che fa un commento acido sul fatto che un nuovo venuto cammina in maniera strana. L'altro fa finta di nulla, anzi risponde strafottente. Rissa. Oppure due Ape che s'incontrano su una strada, e uno deve soccorrere un compagno precipitato in un fosso; e siccome uno è agitato e l'altro è diffidente, finiranno per bisticciare. E questa cosa non è sparita con la crescita: che altro fanno Arkham e Satana, nella notte buia, se non sostanzialmente mascherare con frasi complesse e allusioni la profonda aggressività che li anima?

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