lunedì 12 gennaio 2009

La vocazione.

Non ho più rispetto di quello che sono.


O forse non lo so più.

Dopo due anni e mezzo di università, quando neanche un paio di mesi fa ero un siluro, mi sento terribilmente stanco. Finora avevo superato relativamente indenne le delusioni, i colpi a vuoto, le attese infrante, le speranze volanti - ero arrivato ad accettare che un esame come si deve avesse dietro e davanti a sé una schiera di esami di cartapesta, così, per fare scena. Pensavo che si, dai, siamo in Italia, ma in fondo non faccio così pena, uno stipendio lo trovo, filologo lo divento. Ho chiesto una tesi insormontabile sull'onda di tutto questo: la cavalcavo ancora quando mi sono buttato in questa idiozia del paper su Demetrio e il Sublime. Ma negli ultimi giorni qualcosa si sta incrinando.

Fra tre giorni avrò un esame che non mi ha dato un tubo. Non è il primo, non sarà l'ultimo. Sulla carta dovrebbe essere il traguardo di anni di attesa che le cose diventassero serie; nella pratica, non è stato che l'accumulare informazioni ripetute anno dopo anno e scritte in un quaderno di fitte righe, e il commentare testi leggendo le note. Testi che avevo perlopiù già letto per altri esami. Vado a laurearmi in Filologia Classica e non ho idea di cosa sia uno stemma codicum, e non chiedetemi di leggere un codice. Non so niente. Non esisto. Ho letto due cosine e le ho ripetute. Al diavolo. Non ho fatto nulla. Non so scrivere un saggio, non ho idea di cosa sia ricavare una tesi dalle proprie letture, non trovo spunti a non finire per tesi e controtesi nelle mie letture.

E poi i sensi di colpa. "Ma se volevi davvero diventare un filologo classico, perché sei rimasto a Bologna? Perché non sei andato nell'uni più strafiga e quotata dell'universo? Se era davvero importante, perché non hai voluto il meglio?" "Ma questa è casa ma, ed è una buona uni, in fondo... e poi io non amo spostarmi, e..." "E allora farai la fine che fanno i vigliacchi: e nella tua professione non sarai altro che una confusa mezza tacca, perché davanti alla sfida, non hai reagito." "Ma non era una sfida che volessi cogliere...." "E allora non dire che vuoi essere. Dì che vuoi sopravvivere." "Ma io volevo anche fare lo scrittore, e..." "No. Lo scrittore non è un mestiere. Se tu dovessi davvero far finta, in vita tua, di esercitare la scrittura come un lavoro pagato dal paese, nella situazione in cui il paese è, allora saresti un verme, e non ti specchieresti la mattina per l'orrore. E non saresti che un parassita. Il filologo, quello è un mestiere, o almeno ci somiglia. Tu devi lavorare. Già è abbastanza seccante che tu non debba sporcarti tuti i giorni con la polvere e il sangue, come tutti quei disgraziati che la fortuna, e non il merito, ha escluso dalla tua comoda casa. Ma almeno, quel niente che fai, fallo con coerenza, e accetta l'umiliazione che ne deriva. Se non ti integri in un sistema che sgobba per mantenerti, fanculo, non sei. E non ti meriti un accidente."

Non sono un filologo classico: datemi un codice, non saprò ricreare gli universi sognati da coloro che hanno reso gloria al mio mestiere. Non sono neppure uno scrittore: le mie parole non hanno mi spinto nessuno che potesse farle volare a rileggerle due volte.

E quindi, dopo essermi cacciato una mano sulla fronte, chino il capo e ritorno alla scrivania, a studiare. Daccapo.

15 commenti:

Anonimo ha detto...

..benvenuto tra i ventunenni nati in questo stramaledetto paese.

E fra parentesi: il filologo, agli occhi delle persone normali, è un mestiere anche più stupio dello scrittore (..questo perché la gente è ignorante, però), quindi delle due meglio lo scrittore...

Anonimo ha detto...

e in ogni caso sei solo depresso. Non sei lucido. E non desidero aggiungere come al solito..

Anonimo ha detto...

Tranquillo... non sei l'unico ad essere in questa situazione... E spero tanto che un giorno potremo avere il nostro riscatto, la nostra occasione e tanta felicità. Lo spero per me, per te e per tutti gli altri aspiranti filologi che sono nella nostra stessa situazione.

toppe ha detto...

Quando leggo questi post penso veramente che non c'entro un cazzo con te, con questa facoltà, con questa vita.

No, forse solo con te.

(Comunque concordo: è solo che non sei lucido).

Gian Lorenzo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Gian Lorenzo ha detto...

E' un errore pensare che si diventi scrittori dal giorno alla notte. Può sembrare ma non è. "Cento e cento piccole ispirazioni" sostengono l'arte di un Von Aschenbach "ma quanta fatica...e solo perchè dedicava le ore più gagliarde della sua giornata alla scrittura".
E comunque Shakespeare viveva in povertà(come possiamo imparare da Shakespeare in love).
Ed è vero, alla fine l'università in se non conta nulla, e probabilmente non conterà nulla nemmeno più avanti. Quello che conta sono i codicillus che leggi per tua passione, e la stessa che hai messo in questi anni di studio, e che traspare(traspira?trasuda?)da tutto quello che scrivi.

Concludo con un inno cabalistico tratto da Street Fighter Alpha 3:
Show no mercy!
Go for broke!
Fight or die!

La parola di verifica era: ambarla.
Bella!

Appendice
Ahem.
Aggiungo che qualcuno le tue parole le ha fatte quantomeno svolazzare. Oltre ad avertele spremute fuori. Si comincia così, pensavi di poter recitare a viale dei Ciliegi senza passare dal Via?

Appendice II
La parola di verifica dell'edit era VASOL, quasi più bella della prima.

Gian Lorenzo ha detto...

Quasi.

Appendice III
Parola di verifica deludente: shery

Ma sono riuscito a scriverla male, ed è cambiata in reebat, non granchè ma sempre meglio di shery.

Stephanie・ステファニー ha detto...

Anche l'università piu figa e quotata provoca delusioni. Andare in un posto famoso aiuta solo il curriculum, ma la SOSTANZA del tuo sapere in ogni caso sei tu a creartela, superando la banalità dell'università, e questo gia' mi sembra che tu lo stia facendo.
Poi il saggio sa di non sapere. Sara' banale ma...
Oh, ti sei accorto dei tuoi limiti? Bene, ora è venuto il momento di superarli.
E dubito che tu non ci riesca.
Comunque su con la vita! Conta tutto quello che hai e sorridi: ))

Gian Lorenzo ha detto...

Adesso che ti abbiamo consolato in coro, smettila di rompere i coglioni.

Come diceva mio nonno: "Quando la sorte ti è avversa, e hai mancato te il successo, smettila di campar castelli in aria, e vai a piangere sul cesso!"

Red ha detto...

Dai, tirati su. Stai semplicemente impazzendo.

Anonimo ha detto...

forse sei troppo ambizioso....o forse sei soltanto molto depresso...
coraggio!

Anonimo ha detto...

Giulietto, tutti quelli che hanno commentato (ognuno a modo suo non c'è che dire) ti hanno dimostrato che sei in un momento giù, come è normalissimo averne. Conosciamo tutti le grandi capacità che hai e siamo consapevoli che ti permetteranno di arrivare molto lontano. Chissà, questo malandato paese in cui viviamo sarà forse per te solo una rampa di lancio verso ben migliori traguardi! Ce lo auguriamo tutti, io per prima! E noi, essendo tuoi amici, abbiamo la fortuna di conoscere prima di tutti gli altri i tuoi meravigliosi frutti. Ci vuole tempo, pazienza e lavoro: cose che a te non sono mai mancate!
Forza Giulietto!!

Willy

Filippo il mulo ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Filippo il mulo ha detto...

In realtà io penso che sia giusto che tu attraversi dei periodi come questo.

Lascia perdere la storia che non ti sei spostato: ci possono essere mille motivi validi, perché la tua vita non è solo studiare filologia, tutti hanno dei conflitti; e poi, parlando sinceramente, non sarà certo l'università più strafiga a farti diventare un vero filologo (non in Italia, almeno).

La verità è che se passi momenti come questo che stai passando ora, allora hai una vera e profonda passione: una forza che ti farà sicuramente arrivare dove meriti.

Ricordo una puntata di Dr. House (perdona la bassezza della fonte, ma l'ho vista giusto ieri) in cui lui dice di un altro medico: "Lui dorme bene la notte. E non dovrebbe".

Ecco, allora è forse è giusto che anche tu non dormi bene la notte. Perché probabilmente nel tuo campo sei migliore degli altri.

EcceGallo ha detto...

Giulio, ti abbiamo coccolato a sufficienza, pubblica un nuovo post.

Grande parola di verifica: licks