giovedì 26 febbraio 2009

Binari

Sono stato ad una festa, e c'è stato davvero da ridere. Non conoscevo nessuno, e lo stato degli invitati era tale da mettermi, sulle prime, un po' in ansia, perché mi imponeva un ritorno al passato. E' ormai stabilito in me, dopo anni di esperienza, un criterio molto razionale riguardo all feste: il successo delle medesime non dipende da quanto mi diverta io, ma da quanto il divertimento degli altri venga o meno danneggiato dalla mia incapacità di divertirmi, o dalla mia semplice presenza. La prima mezz'ora è stata un tripudio. Mi muovevo, rigido come un palo, su un binario fisso - il tragitto tra il tavolo del cibo e quello delle bevande - che non riuscivo ad abbandonare neanche per fare una curva e poi ritornare. Di preferenza stavo dietro il tavolo, e per non saper che fare, mangiavo, ma senza alcun godimento, perché era un buffet esclusivamente composto di verdure. Ennò, cazzo. Il tortino di spinaci, no. Lassù qualcuno mi odia. Se casomai mi fermavo, lungo il tragitto tra le due stazioni, sul mio binario, per guardare in altre direzioni muovevo la testa e il busto rimanendo completamente bloccato com le gambe: avevo i piedi fermi nelle stesse impronte. Credo di aver sollevato la testa a dare un'occhiata complessiva alla stanza un paio di volte. Ma siccome erano tutte persone molto ammodo, hanno tollerato che io dessi un'occhiata alla Torah, a una monografia su Purcell e ad una serie di studi sociopolitici - in inglese - sul centrosinistra in Italia nel 1996. Una casa ben fondata intellettualmente si riconosce subito. Comunque l'arrivo dei dolci e il naturale sciogliersi dei ghiacci eterni del mio spirito ha consentito come mi rilassassi e scambiassi anche due cortesi parole con altre persone. Via, ognuno coi suoi tempi e i suoi modi, no?

4 commenti:

toppe ha detto...

ahaha oddio sembrava di vederti...

p.s. grazie per oggi fratellone ciop... ogni tanto penso che la tua esistenza - incrociata con la mia - sia un motivo sufficiente per essere, comunque, felici.

EcceGallo ha detto...

Avresti dovuto presentarti vestito da operaio edile all'ingresso, caschetto protettivo incluso:

Ghiulkios(inseguito dal maggiordomo si dirige verso il buffet, quando lo raggiunge fissa il maggiordomo negli occhi e parla a voce molto alta): "Sci, alaura...qua c'era questo che faceva il bulletto(ingoia un intero tornino di spinaci e lo innaffia di sciampagna) e io gli dico Oh, bello, lo vedi sta cazzuola? Se non ti levi dai maroni te la do sugli occhi AHAH AHAH!"

(tutti gli invitati si girano a guardare l'importuno, una signora sviene rovinando a terre, ma l'intervento di un cagnino mignon impedisce al panino che teneva in mano di fare la stessa fine.
Il padrone di casa chiama il maggiordomo con un gesto secco)

Gallimatias: "Jean, non facciamo scandali, servi IMMEDIAMENTE quella salsiccia di cignale che tenevamo per occasioni del genere. E triplica i tovaglioli"

(il parterre, rassicurato dai modi del padrone di casa, si rasserena e torna a parlare di cazzate)

Anonimo ha detto...

Gallo, stai percaso tentando di togliere la scena a Giulietto?

Anonimo ha detto...

nooo... è solo un modo di provare a parlare lo stesso linguaggio..!! Cmq Giulione..dai... sciogliti da subito, alle feste da ora in avanti... anche se non sai come andrà.. ma fregatene, no? Vai lì, dici pensi, e mangi, come ti viene, e poi lasci che le cose accadano... così facendo accade sempre o quasi ciò che deve accadere. E questo è ciò che deve accadere! Quindi..fregatene


p.s.: non sono più l'unico anonimo del blog, a quanto pare. Spero che mi si distingua lo stesso dalla masnada di nullafacenti che di tanto in tanto passano e scribacchiano... IO SONO IO!..

(basatevi sui puntini, perloppiù)