martedì 17 febbraio 2009

Strani incontri si fanno sui colli.

[su una collina erbosa, dalle parti di Siracusa, ma molto in mezzo alla foresta. L'Etna che fuma in lontananza - come è noto, l'Etna è visibile da ogni punto della Sicilia e se non c'è la nebbia anche dalla torre Asinelli. Persefone se ne sta seduta sul prato a raccogliere fiori e a girare la carne sulla brace. Proprio mentre sta per ingoiare un pezzo di bistecca, emerge fuori da una voragine sulfurea Ade.]

PERSEFONE Si?
ADE (arpeggiando con la sua cetra) Giovane figlia di Demetra, rossofiorente sangue di freschezza, emergo fulmipotente dalle squallide ripe d'Acheronte onde involaaaaAAAAAH! (inciampa in una crepa del terreno e cade a terra di schianto)
PERSEFONE Oh. Mi dispiace. Verrei ad aiutarla, ma mi si fredda il castrato.
ADE (rialzandosi dolorante e con una punta di sottile ironia) Per carità, non si scomodi... guai mai che le si sgualcisse la crinolina...
PERSEFONE Cosa fa, scherza?
ADE (scuotendosi la terra di dosso) Noo. Dicevo? Ah, si. Persefone, poche storie. Raccogli le tue carabattole e sali sul mio carro. Ti trascinerò per i capelli, urlante, giù agli Inferi.
PERSEFONE E poi che succede?
ADE (tenebroso) Ti renderò mia sposa.
PERSEFONE (strabuzza gli occhi) Ehi, ho diciassette anni.
ADE (esasperato, le mima ciò che intende dire) E' un modo di dire, babbea! Violerò il tuo onore!
PERSEFONE (indispettita) Oh, santa pazienza! Ma non potresti provarci come chiunque altro, che ne so, lasciami un commento sul blog, chiedi a Elena se ci presenta, sii carino, fammi dei regali... vedrai che fai meno fatica.
ADE (massaggiandosi la testa) I miei nervi.
PERSEFONE (spallucce) Dai, se proprio devi, vengo. Se non altro è una scusa per non studiare.
ADE (fregandosi le mani) Alè. Splendido. Tu comincia ad andare verso la voragine, io prendo il fornelletto.
PERSEFONE (stupita) A cosa ti serve il fornelletto?!?


ADE Lo so io. Su, vai. Ti raggiungo.
PERSEFONE (allertata) Cosa fai? Ma... ma... STAI MANGIANDO?
ADE (chomp chomp munch crunk) Gno. Cofa te lo fa pemfare?
PERSEFONE (irata) LA MIA FIORENTINA, BASTARDO! MOLLALA!

(lottano, e nella mischia cadono a entrambi le maschere. Stupore.)

MA TU NON SEI ADE! Sei Phornos, l'apprendista citaredo!
PHORNOS (irritatissimo) Se è per questo neppure tu sei Persefone! Sei Chiaras, quella che impiastrocchia acqua ed estratti di pietre e piante insieme coi filosofi giù al porto. Ti sei di nuovo travestita da Persefone per attirare uomini!
CHIARAS (cacciandosi la mano sulla fronte) Oh, cazzo! E io che speravo di essere stata davvero rimorchiata da un dio!
PHORNOS (seccato) L'hai detto. Sarebbe stato splendido saltare addosso a una dea, e mi sembravi pure abbastanza allocca da cascarci! E invece eri la triglia lessa del villaggio.
CHIARAS (con l'indice) Attento a come parli, sai.



Forza, finisci la carne. A questo punto ti invito a pranzo. E poi ti riaccompagno a casa... tua mamma sarà preoccupatissima... l'altro giorno mi ha chiamato alle due di notte perché non sapeva dov'eravate tu e il tuo gemello. Perché, perché devo farvi da balia???
PHORNOS Senti, oca, adesso non pensare che solo perché...

[bla, bla, bla. Mangiano, ridono, cala il tramonto e tornano a casa giù dalla collina, a Siracusa.]

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