martedì 17 febbraio 2009

Immaginarseli vivi (2)

Certo, uno non può aspettarsi di rianimare in vita gente defunta da duemila anni e presumere di avere capito praticamente tutto, di poter mandare in automatico il modello ed essere sicuro che la realtà era così. Tante cose noi non possiamo che inventarcele o presumerle.

Ad esempio: la maledizione di Artemisia.

Sappiamo che in Egitto, poco prima che arrivasse Alessandro, abitava una vitale comunità di Greci, probabilmente Ioni e Cari, discendenti di mercenari reclutati un paio di secoli prima dal faraone Psammetico I. Ne abbiamo avuto una prova ritrovando un papiro dove una donna, Artemisia, scrive (o fa scrivere) una maledizione contro il padre di sua figlia, e la deposita poi in un tempio affinché faccia effetto.

La maledizione è incompleta, e non spiega chiaramente l'antefatto, che dovremo sforzarci di capire da soli. "O signore Oserapis, e Dei che sedete insieme a lui, io, Artemisia figlia di Amasi, vi prego contro il padre della mia bambina: egli l'ha privata dei funerali e della tomba. E se a me e ai miei figli egli ha fatto cose non giuste, poiché dunque egli ha fatto cose ingiuste a me e ugualmente ai miei figli, Oserapis e gli Dei che gli siedono vicino concedano a lui di non ottenere sepoltura dai suoi figli né che i suoi genitori possano ricevere sepoltura da lui, finché questa imprecazione resterà qui [nel tempio]". Seguono altre maledizioni.

...ma è verosimile che un padre si rifiuti di far seppellire la sua bambina?

Le ipotesi fin qui:

1) In Egitto, secondo Erodoto, c'era una legge, per cui chi contraeva un debito doveva dare in garanzia la mummia di suo padre; e, se non restituiva il prestito, perdeva la mummia e tutti i suoi averi. Dunque: il padre contrae un debito ed è costretto a dare in garanzia la mummia della sua bambina; e dopo non è più in grado, o non vuole, riottenerla. La donna lo maledice davanti agli Dei per fargli pressione psicologica. Ma la legge citata da Erodoto parla di mummie paterne, e poi non si vede come mai Artemisia debba maledire il padre di sua figlia per una cosa che evidentemente lui non può controllare. Dal tono della maledizione, si capisce che Artemisia ritiene che la situazione sia risolvibile mediante un intervento del padre.

2) Artemisia è una concubina, e il padre di sua figlia si rifiuta di seppellirla perché è una figlia illegittima. In effetti Artemisia non parla mai dell'uomo chiamandolo 'marito', ma sempre 'padre di mia figlia'. Però, se l'ambiente culturale è greco, una sepoltura non la si nega a nessuno. Possibile che Artemisia sia una specie di Antigone del Nilo? Ma noi non abbiamo idea di quali fossero le usanze e i costumi di questa comunità greca che per due secoli abbondanti visse nel profondo Egitto.

3) C'è chi ha argomentato che thèke, 'sepoltura', nel greco parlato in Egitto non vuol dire 'sepoltura', ma 'mummia', 'mummificazione'. Il padre vorrebbe dunque seppellire la sua bambina secondo l'uso greco, cioè inumandola; ma la madre protesta perché vuole che la bambina sia seppellita secondo l'uso egiziano, cioè mummificata e sistemata in in sarcofago. Un contrasto di tipo religioso e di costume, che ben può scatenare la sacra ira della donna; ricordiamo che invoca Oserapis, che ha forti connessioni con il regno dei morti.

Bene: immaginateveli vivi, e inventatevi voi qualcosa, se volete.

1 commento:

Gian Lorenzo ha detto...

E' notte. Sul retro di una casetta in cotto un uomo si adopera a scavare una buca. Accanto a lui in terra giace un fagottino bianco dall'aria triste. (Qualcuno potrebbe chiedersi come un fagottino possa apparire triste. Se lo domanda anche chi scrive, e non si sa dare una risposta).
D'improvviso le luci della casa si accendono illuminando la scena.

Artemisia(sulla porta di casa): "Ghiulkios! CHE COSA STAI FACENDO!?"

Ghiulkios(mettendosi davanti al fagotto per impedirne la vista): "Nieeenteee...fumavo una sigaretta!"

Artemisia: "TU NON FUMI! E poi non vedo nessuna sigaretta! Cosa sta facendo con quel badile?"

Ghiulkios: "Questo?(getta il badile) Nulla...io...mh..."

Artemisia(tremebonda): "Ghiulkios...stavi DI NUOVO tentando di seppellire la mummia di nostra figlia!?"

Ghiulkios: "Ma amore...no...devi capire.."

Artemisia: "CAPIRE COSA?! Che siccome sono solo una TROIA tu pensi di avere il diritto di calpestare le mie tradizioni!?"

Ghiulkios: "OH INSOMMA! Io ti amo, ma non posso tollerare di tenermi un sarcofago in casa! PUZZA! Terribilmente! Tu non lo senti?! E poi, per contenere una mummia di un metro hai fatto costruire un sarcofago da 200 tonnellate, che occupa tutto il salone e pure un pezzo del bagno! PER ENTRARE NELLA DOCCIA DEVO SCALARLO!"

Artemisia: "IGNOBILE PEZZO DI MOTA!
VATTENE CANAGLIA PEZZENTE! NON TI VOGLIO PIU' VEDEREEEEEE!"(Afferra una statuetta a forma di ippopotamo in pietra e gliela scaglia contro)