lunedì 27 aprile 2009

Caritatevolmente

Questo pomeriggio, una mia ripetenda ha contestato la traduzione che le davo di un brano, intesa a correggere la sua. E sembrava molto convinta della sua scelta. Contrariamente alle mie abitudini, invece di strapparle una per una le unghie, le ho lasciato una decina di minuti per difendere la sua interpretazione.

Cosa non si fa per far passare un'ora.

3 commenti:

Gian Lorenzo ha detto...

Ti sei proprio rammollito, una volta l'avresti sparsa in giro per la casa in un orgia di sangu e latino.

Anonimo ha detto...

Che crudeltà Gallo! Giulietto è molto più pacato: l'ha lasciata parlare finchè lei stessa, un po' spaventata dall'immobilità del suo insegnante, si è accorta del proprio errore.
O forse sbaglio?
Willy

adelaide_the_president ha detto...

quando uno dice una stronzata, un silenzio subito successivo e magari l'esposizione della suddetta senza interruzioni né aiuti fa sì che le parole pronunciate vengano bene impresse nella mente di chi le pronuncia. riecheggiano. spesso quindi succede che chi ha detto la stronzata si rende meglio conto della stronzata che ha detto, appunto.