giovedì 2 aprile 2009

Esercizio

I miei tempi a scrivere sono incommensurabilmente lunghi. In ventun anni avrò si e no sette drammi e sette racconti. Ci metto mesi a completare un'opera, a volte anni. Perché in genere ci lavoro a spicchi, scrivendola nei ritagli di tempo, specie d'estate. Ci dev'essere un modo, alternativo allo 'scrivere' fisicamente su carta, che mi tenga allenato il cervello tra un momento compositivo e l'altro.

Riflettendoci, ho pensato che:

1. Praticamente ogni giorno io scrivo su questo benedetto blog. Se non ogni giorno, ogni due o tre. Ogni volta ci dedico minimo un'ora. E se non è un esercizio di scrittura immediata e non - troppo - meditata questa!...
2. Ogni sera, mi sparo nelle orecchie la musica e invento storie, dialoghi, sguardi, azioni, personaggi. La musica mi mette nel mood inventivo. Ultimamente sto costruendo Iudit e un'anonima commedia sui Khmer a suon di Pergolesi.
3. In fondo, un secondo su tre della mia vita io sto pensando; e preferibilmente a massimi sistemi, casini vari, deliri, auto ed eteroanalisi. Chi mi diceva, da ragazzino, che pensavo troppo, in fondo giudicava un fatto vero.

Dunque un po' di esercizio lo faccio!

2 commenti:

Gian Lorenzo ha detto...

Vuoi anche farti un pompino da solo, o hai già soddisfatto il tuo ego?

emilio neoteros ha detto...

il mio ego almeno non ha bisogno di un partitucolo di avvocati per sentirsi figo.