domenica 17 maggio 2009

Lingue

Qualche giorno fa, tanto per fare, mi è cascato sotto l'occhio l'ultimo verso dell'Edipo di Seneca:

Imperia pretio quolibet constant bene.

E mi è successa una cosa strana. Non l'ho tradotto, l'ho letto.

Cioè, non mi si è accesa nel cervello la sezione per cui ogni parola è diventata italiana e poi ho messo a posto la sintassi alla bell'e meglio. Lì per lì non saprei neanche tradurvela, semmai spiegarne il concetto - come non saprei tradurre una frase italiana in una frase italiana più semplice. Come traduci 'muro'? E' un muro, punto. I muri li vedi tutti i giorni. Ecco, più o meno è lo stesso. Se dico imperium e 'impero', mi partono due significati diversi. Ed è così per tutto il resto della frase. Il sistema di riferimento non è l'italiano che so bene o male rappattumare al latino, è il latino e basta.

Sento sempre dire da chi studia francese o tedesco o altre lingue vive che loro non traducono mai: leggono direttamente. E' vero. Che senso ha mettersi lì col vocabolario? La devi parlare, 'sta benedetta lingua, e conviene che ti impari quei ventimila termini: il resto lo farà la quotidiana conversazione coi parlanti nativi. Noialtri antichisti la quotidiana conversazione 'un ce l'abbiamo, perché sono tutti defunti: quindi passeremo la vita col vocabolario, perché non c'è niente di immediato, non posso chiacchierare con Seneca e appurare cosa vuol dire quando dice imperium, pretium, libet, constare, bene.

Se non che

dopo anni e anni e anni

e letture e letture e letture

mi si deve essere formata nel cervello una sezione latina

che non traduce dal latino, ma legge il latino

e afferra il significato senza tradurre, e non saprebbe tradurre.

E al massimo posso dire che chissenefrega come acquisti il dominio, ogni mezzo è lecito, e purtroppo questo lo sapevamo da mo'.

2 commenti:

toppe ha detto...

...allora tiratela...

adelaide_the_president ha detto...

bravo ^_^ ovviamente tu continui a masticare le lingue degli antichi anche dopo aver concluso il liceo per cui è il minimo che ci si possa aspettare, dopo tanti anni...