domenica 17 gennaio 2010

Il fulmine (13)

LOCUSTA (con un magro sorriso) Purtroppo, Augusta, il veleno che mi ha chiesto vostro marito lascia un alone amarissimo, subito dopo essere stato distillato. Ma fra un po' si dovrebbe dileguare.
AGRIPPINA E' il veleno destinato a me?
LOCUSTA Il veleno di Nerone per Agrippina.
AGRIPPINA O di Agrippina per Nerone!
LOCUSTA Sentivo che la giornata non era delle migliori.
AGRIPPINA (feroce) Locusta, io voglio un veleno.
LOCUSTA (supplichevole) Eccellenza, per favore...
AGRIPPINA (con ira) Voglio mio figlio Nerone riverso a vomitare sangue. Mi va bene anche quel veleno lì, quello amaro – purché l'effetto si veda.
LOCUSTA (agitato) Datemi una mano almeno voi, Eccellenza. In questa fiala non c'è veleno – o almeno: non è potente come sembra. Nerone ve lo farà bere; vomiterete l'anima, verrete creduta in agonia, e appena sola potrete fuggire.
AGRIPPINA (sbigottita) COSA?
LOCUSTA Io cerco di salvarvi e voi vi incazzate?
AGRIPPINA (con ira) Tu sei un avvelenatore, pezzo di idiota! Lavori per chi ti paga. Io ti pago, tu ammazzi. Spiegami dov'è il problema.
LOCUSTA (secco) Eccellenza, questo non è quel che si dice l'attività dell'anima secondo virtù e blablabla. E' quello che faccio di tanto in tanto per non crepare di fame.
AGRIPPINA (rabbiosa) I miei cani portano il mio collare, Locusta!... Se un mio cane non mi ubbidisce, non morirà di gola vuota, ma di gola segata!

[continua]

Nessun commento: