mercoledì 20 gennaio 2010

Il fulmine (16)

LOCUSTA (stupito) Che storia.
AGRIPPINA (colpita) Per non parlare poi di oggi! Ottavia, tu che eri là: da dove veniva quel benedetto fulmine?
OTTAVIA (timidissima) Io – non so, è... è caduto.
AGRIPPINA (incrocia le braccia) Questa ragazza mi preoccupa. E' timida come non so cosa. le fanno uno sgarbo dietro l'altro e lei ha queste risposte da ebete. Mi pento ogni giorno di più di averla sposata a Nerone.
LOCUSTA (ad Ottavia) Non avete protestato, Augusta?
OTTAVIA (punta sul vivo) Oh, io – non so, se Agrippina – lei diceva che andava bene.
AGRIPPINA (convinta) Certo che andava bene. La moglie dell'Imperatore ha potere. Io e te avremmo fatto grandi cose, bambina mia.
LOCUSTA (medita) Forse non era l'età giusta. Io al posto suo preferirei farmi una corsa in un prato, piuttosto che dare ordini.
AGRIPPINA (esagerando) Alè. Quanti anni hai, scusa?
LOCUSTA Ad agosto ne compio diciotto.
AGRIPPINA (allibita) DICIOTTO?
LOCUSTA Non so il giorno preciso, però.
AGRIPPINA (come sopra) Dei!...
LOCUSTA Che vi prende?...
AGRIPPINA Ma sei così... giovane.
LOCUSTA (come a dire: e che ci posso fare?) Eh.
AGRIPPINA (con un magro sorriso) Ecco spiegata la tua mancanza di entusiasmo. Devi essere cresciuto un po' troppo in fretta.
LOCUSTA Come Ottavia.
OTTAVIA (come animandosi) No, io non sono –
LOCUSTA (coglie) Cosa?
OTTAVIA (si richiude) Niente.
AGRIPPINA (scuotendo la testa) Devo bere qualcosa. Diciotto anni!...

[continua]

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