giovedì 21 gennaio 2010

Il fulmine (17)

Agrippina esce. Ottavia sta osservando gli estratti e gli alambicchi. La Locusta le si avvicina.

LOCUSTA Quello è un profumo.
OTTAVIA (incuriosita) Non è un veleno?
LOCUSTA No.
OTTAVIA Ma voi non fate solo veleni?
LOCUSTA Oh, io faccio un po' di tutto, con le piante. Quel profumo mi è stato commissionato da una matrona che abita sul Celio – una donna di altissimo rango.
OTTAVIA Una moglie?
LOCUSTA Non lo so. Non lo chiedo. Però – la fantasia mi aiuta.
OTTAVIA (si illumina) Fantasia – come guardare fuori dalla finestra dopo che ha nevicato?
LOCUSTA (annuisce) O fissare uno specchio d'acqua e starsene immobili come lui. Io immagino, vedete – che quella matrona volesse il profumo, perché un ragazzino della sua servitù la fissa un po' troppo.
OTTAVIA E questo l'avrebbe portata da voi?
LOCUSTA Questo?
OTTAVIA Il – (si impantana)
LOCUSTA (a voce imbarazzata) Il desiderio?
OTTAVIA (in apnea) ...si.

pausa.

LOCUSTA (pensa) Bè, forse. Ve l'ho detto, non chiedo mai ai clienti come useranno quello che gli dò. Aiuta a restare vivi. Venire a saperlo, poi, non mi fa mai particolarmente piacere.

Ottavia arrossisce.

[continua]

Nessun commento: