domenica 24 gennaio 2010

Il fulmine (20)

AGRIPPINA (urlando) Ce l'ho! CE L'HO!
OTTAVIA e LOCUSTA (sbigottiti) Eeh?
AGRIPPINA (agitandosi) Ho capito dove sta il nodo. Ho capito come fare, finalmente. Locusta! Mio povero, mortale ragazzino – il tuo veleno mi è perfettamente inutile!!
LOCUSTA Sembra una buona notizia.
OTTAVIA Non lo è. Guarda la smorfia sulla sua bocca.
AGRIPPINA (presa nel suo delirio) Anni, Ottavia mia, anni! Pensaci! Anni a non poter fare niente. Ad agire per mezzo di altri, ad avvelenare invece di picchiare, a spingere via invece di vedersi fare strada, a gridare senza essere nemmeno sentite. Sembrava che per modificare la realtà dovessimo per forza chiederlo a qualcun altro. Ma tutto questo è finito per sempre, capisci – la realtà ha detto . Ha inondato con le acque di mille fiumi il deserto del nostro corpo – ha dato vita alla pietra che ci sostiene – e la radice della nostra rabbia darà una pianta eterna contro il cielo.

entrano sfondando la porta Aniceto ed Obarito, armati.

[continua]

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