domenica 31 gennaio 2010

Il fulmine (27)

TERZO QUADRO

lo stesso della fine del secondo, ma con un aspetto più ordinato. Sono passati pochi giorni. Da un lato del doppio trono, su una parete che prima non c'era, sta – arrotolata – un'immensa cartina del mondo conosciuto. I due porticati sono sgombri; la piazza è ancora orlata da laghi di fiamme, ed è gremita di milioni di persone, che – a capo chino – gestiscono l'amministrazione dell'organismo imperiale. Agrippina sta seduta sul doppio trono, occupando ovviamente solo uno dei due troni; l'altro è vuoto, perché Ottavia è precisamente ai piedi della scalinata che conduce al suo trono, e gioca con mattoncini colorati, bambole, trottole o altro. Seneca, con molti papiri alla mano, sta dalla parte opposta della scena in atto di chi prende ordini. Agrippina e Seneca sono impegnati in una fitta conversazione, che Agrippina ad un certo punto interrompe.

AGRIPPINA Ottavia?

pausa. Ottavia la ignora e continua a giocare.

Ottavia?!

idem.

(con ira) Miseria schifosa!! OTTAVIA!! Ma mi ascolti?
OTTAVIA (tranquillissima) Si, certo.
AGRIPPINA E allora perché non dici nulla?
OTTAVIA (spallucce) Non saprei cosa dirti. Stavi parlando.

[continua]

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