giovedì 7 gennaio 2010

Il fulmine (3)

NERONE (esasperato) Seneca, ma fammi il favore. Ma dove siamo, in una farsa? Mia madre Agrippina ostacola sistematicamente i miei progetti di governo da quando mi ha fatto salire al trono. La morale non c'entra – o io la fo secca, o lei fa secco me: semplice e lineare. Quindi tornatene là dov'eri, e non seccarmi più.

Seneca esegue.

E adesso che sono più tranquillo, voi due deficienti mi raccontate com'è andata questa crociera.
ANICETO Dunque, siamo partiti in nave a notte alta, come previsto, e abbiamo sistemato Agrippina sotto coperta, in una spaziosa cabina, arredata con lusso.
NERONE (con sospetto) Sola?
OBARITO (scuotendo la testa) No; non abbiamo potuto impedire che che salissero con lei due suoi cugini, Crepereio e Acerronia. Ci teneva a portarseli dietro; se avessimo fatto storie, si sarebbe insospettita.
ANICETO Non si è insospettita, era molto tranquilla. Una volta in alto mare, abbiamo fatto scattare la mia trappola: il tetto della coperta è crollato.
NERONE (sulle spine) ...E?
ANICETO (con imbarazzo) Ecco, la sfiga è che Agrippina e Acerronia erano sdraiate sul letto, con sopra un baldacchino, che le ha protette dal crollo. C'è rimasto secco solo Crepereio. E poi – qui avevo sbagliato io i calcoli – la nave si è inclinata e si è aperta una falla nello scafo.
NERONE (mano sulla fronte) Complimenti.

[continua]

1 commento:

toppe ha detto...

ahahaahah... brillante ;)