venerdì 8 gennaio 2010

Il fulmine (4)

OBARITO (fiero) Ma noi avevamo previsto tutto, principe! Ecco perché i miei soldati stavano appostati fuori dalla cabina, pronti a sfondare Agrippina a remate, casomai fosse riuscita ad uscire.
NERONE (tremendo) MA?
OBARITO (con imbarazzo) Ecco – io non ero insieme a loro; stavo cercando di rimettere in assetto la nave, e loro non avevano ancora visto in faccia Agrippina; così, quando Acerronia, per salvarsi la pelle, si è aggrappata alla porta e ha urlato che era la madre dell'Imperatore, bé – hanno ucciso lei.
ANICETO Dopo esserci accorti dell'errore, abbiamo rimesso in assetto la nave e l'abbiamo setacciata tutta, ma Agrippina era scomparsa.
OBARITO Abbiamo pensato che si fosse buttata in mare, e che fosse annegata. Insomma, una donna della sua età, mai vissuta sul mare – che altro poteva succederle?
NERONE (sarcastico) Già! Che altro poteva succederle, dopo che siete riusciti a far fuori due membri importanti e conosciuti della sua famiglia?!?
ANICETO (a disagio) Siamo tornati a Baia, per cercare il corpo, se mai le onde l'avessero fatto spiaggiare. Durante un interrogatorio, un pescatore ci ha raccontato che mentre era in mare a gettare le reti, aveva visto a pochi metri da lui un pesce molto grande, con due gambe e due braccia. Era Agrippina, che nuotava tranquillamente verso la costa. Si è fermata, ha chiesto un passaggio al pescatore e si è fatta portare fino alla sua villa in riva al mare, vicino a Baia.
NERONE (allibito) Non ci posso credere.
OBARITO Siamo piombati sulla villa con tutti i soldati. I servi ci hanno fatto entrare sotto minaccia di morte. Lei era nelle sue stanze: riposava sul suo letto, dopo essersi fatta un bagno. Sembrava tranquilla, ed era sola. Quando mi vide, mi salutò sputandomi in un occhio, come fa sempre. Mi sono avvicinato per colpirla con un bastone: lei mi ha guardato, e poi ha urlato. In quel momento la villa ha cominciato a tremare e il soffitto a cadermi addosso. Sono fuggito, e ho perso di vista vostra madre.

[continua]

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