sabato 9 gennaio 2010

Il fulmine (5)

NERONE (allibito) Un terremoto? Proprio lì? Proprio in quel momento?
ANICETO No, principe; in quel momento io ero fuori dalla villa, e ho visto tutto. E' stato un fulmine.
NERONE Come, prego?
ANICETO (annuendo) Un fulmine, principe, a ciel sereno: ha colpito la villa di netto, e l'ha distrutta in pochi attimi. Non ne è rimasto quasi niente.
NERONE (protestando) Ma un fulmine non le fa, queste cose!
OBARITO (cupo) Io ci vedo gli Dei, dietro tutto questo.
NERONE (indispettito) Ma andiamo, signori – sono sicuro che dietro tutto questo c'è una spiegazione scientifica. Seneca, hai sottomano le tue Questioni naturali?
SENECA Per il momento sono solo bozze, principe.
NERONE Bè, portamele lo stesso.

esegue. Nerone svolge il papiro, borbottando e leggendo in fretta a bassa voce.

OTTAVIA (sospendendo la pantomima) Basta, ora?
SEVERA No. Sembri una bambina obesa. Ancora.
NERONE (puntando un angolo del foglio) Ecco qua! Si, insomma – qui dice che il fulmine non le fa, queste cose. C'erano incendi, tra le rovine della villa? Quelli può averli causati un fulmine.
ANICETO Anche, ma non tali da giustificare un disastro del genere.
NERONE Badate che se queste sono balle, io –

[continua]

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