domenica 10 gennaio 2010

Il fulmine (6)

OBARITO Giuriamo di no, principe.
NERONE (cupo) Mh! Vediamo i rapporti delle mie spie. (estrae di tasca un foglietto) Si, pare che abbiate ragione voi. Continuo a non capire la dinamica del fatto. Ma cosa importa?! Sono arrabbiato lo stesso!! Mia madre è ancora viva!

Batillo si avvicina a Nerone.

BATILLO Principe, i servi hanno un tale alla porta, lo vedo da qui. Vado a vedere chi è?
NERONE (panico) Oddio! E' lei! Se è lei, non sono in casa. Di' che sono morto.
BATILLO Si, principe. (va alla porta)
SENECA (si fa avanti) Principe, forse questo è un segno divino. Deponete i vostri propositi e rimanete fedele a vostra moglie Ottavia.
NERONE Cosa c'entra mia moglie? Stai per caso insinuando che –
SENECA (spazientito) Principe, lo sa l'ultimo sguattero del palazzo, che volete far secca vostra madre fondamentalmente perché non vuole che ve la facciate con Poppea Sabina. Però, principe, quella donna non vi ama – tira solo a fottervi senno e potere. E non è liberandovi di Agrippina che potrete frequentarla in pace.
NERONE Parli tu, che per allontanarmi dall'influenza di mia madre, mi hai buttato tra le braccia quella schiava!...
SENECA Gli Dei assistano chi deve fare dei compromessi, principe.
BATILLO (rientrando) Non è Agrippina, principe: è la Locusta.
NERONE La mia salvezza! Falla entrare.

ad un cenno di Batillo, la Locusta entra. E' un ragazzo alto, magro, e giovane.

Ma... sei tu la Locusta?

[continua]

1 commento:

Gian Lorenzo ha detto...

Allora il seguito?