lunedì 11 gennaio 2010

Il fulmine (7)

LOCUSTA In persona, principe.
NERONE Mi prendi in giro. La Locusta è una donna.
LOCUSTA Una donna di mezza età, piccola, sempre coperta da un mantellaccio?
NERONE (annuisce) Lei!
LOCUSTA La mia serva, Berenice.
NERONE Non ti seguo.
LOCUSTA (mezzo sorriso) Quando, pochi anni fa, si sparse la voce che a corte avevano bisogno di me, ebbi paura che sarebbe finita malissimo, conoscendo i casini che succedono a corte. Il veleno che volevate, l'ho dato a Berenice, che ve lo consegnò spacciandosi per me.
NERONE (ghigna) Ed ora che sai che le cose vanno bene, ti presenti direttamente! Ma tu parli uno strano latino. Cosa sei, un piccolo provinciale di molto spirito?
LOCUSTA Greco, principe, di Nicomedia.
NERONE (ridendo) Quel buco in Bitinia?! E che ci fai qui a Roma?
LOCUSTA (imperturbabile) Mi ci portò mia madre che avevo dieci anni, poco prima di morire. Da allora, mi guadagno il pane come posso.
SENECA Dicono che vendi veleni.
LOCUSTA (in imbarazzo) Io – si, anche.
SENECA (secco) E immagino che fosse uscito dalle tue mani il veleno che ha ucciso il fratello di Ottavia.
LOCUSTA (guarda Ottavia come stupito) Questa ragazza è Ottavia – ?
SEVERA (torce la faccia di Ottavia) Non guardarlo, Ottavia. E' una brutta persona.
SENECA E non era tuo anche il veleno che uccise a tradimento Claudio, il nostro imperatore?
LOCUSTA No, quello era –
NERONE (con ira) Chiudi il becco, Seneca, o ti faccio macellare dal cuoco!

Seneca tace.

[continua]

Nessun commento: