martedì 5 gennaio 2010

Il fulmine. Ouverture e (1)

OUVERTURE


PRIMO QUADRO

grande atrio nella casa di Nerone. Al centro, dall'impluvio viene la bella luce di un dopo pioggia, e un giardino si intravede fuori dalle finestre. Nerone sta al centro della scena, sul suo letto preferito; Seneca è impalato in un angolo della casa, vicino alla parete, come un castigo; in proscenio Ottavia e la sua nutrice Severa, che la trascina in scena; Aniceto e Obarito davanti a Nerone a beccarsi la sua sfuriata; Batillo va avanti e indietro a portare cibi, bevande, olii, profumi, incensi e panni.

NERONE (con rabbia) Non raccontarmi stronzate, Aniceto: non ti ho tirato fuori da quel bordello a Corinto perché tu mi trattassi come il primo cretino che passa per la via. Avevo ordinato che mia madre non tornasse viva da quel viaggio in nave – e ora vengo a sapere che non solo è vivissima, ma sta pure bene. Ora, siccome per ogni fatto c'è una spiegazione, non venirmi a parlare di sfortuna o di Dei avversi, quando il solo responsabile sei tu!
ANICETO (ansia) Ma oltre a un dio, principe, non saprei davvero cosa ipotizzare. Lo giuro.

Nerone dà segni di sfinimento. Batillo con un piatto e Seneca gli si avvicinano.

BATILLO Rasserenatevi, principe. Assaggiate un po' questa salsa.

mentre Nerone assaggia, Seneca gli parla nell'orecchio. Intanto Severa stressa Ottavia.

[continua]

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