lunedì 1 febbraio 2010

Il fulmine (28)

AGRIPPINA (seccata) Non è a me, ragazzina, che tu devi parlare. Seneca, qui, sta ricapitolando la situazione del nostro Impero a beneficio mio e tuo, che vediamo in lungo ma non possiamo essere dappertutto. Anche tu sei Augusta come me. Finiscila di giocare e metti becco almeno in una questione – è un'ora che parliamo solo io e lui.
OTTAVIA (calma) Non saprei davvero cosa dire.
AGRIPPINA (stentorea) Una ragazza istruita e intelligente come te non può non prender parte al processo decisionale. Ma tu ad ogni domanda che ti si fa rispondi che non lo sai, o stai zitta! E poi – abbi pazienza: il trono, vedi, è doppio; questo è mio, quello è il tuo. Spiegami cortesemente che cazzo ci fai seduta per terra!!
OTTAVIA Sto meglio qui.
AGRIPPINA Non fare la bambina e sali!
OTTAVIA Ma io sono una bambina.
AGRIPPINA No che non lo sei, non puoi.
OTTAVIA (seccata) E' inutile che mi sgridi. Sono piccola – e mi piace così. Rimarrò piccola finché crescerò.

entra Batillo.

[continua]

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