mercoledì 10 febbraio 2010

Il fulmine (37)

Ottavia si scapicolla verso un baule, lo apre, lo setaccia finché non ne tira fuori una bambola.

OTTAVIA Oh! Sei qui! (stringe forte a sé la bambola)
AGRIPPINA (allibita) E' – è quella lì, Sabina?
OTTAVIA (estatica) Si. E' lei! La mia unica vera amica. Quella che non ride se piango – non urla mai – e i suoi occhi tondi, il suo sorriso di stoppa –
AGRIPPINA Che tristezza.
OTTAVIA Oh, Sabina – Sabina mia – rischiavo di perderti!
AGRIPPINA Quegli occhi finti – è finta...
OTTAVIA E' la mia unica vera amica.
AGRIPPINA Uhm! Tutto questo dovrebbe farmi pietà.

pausa. Ottavia non sembra notare la perplessità di Agrippina.

E invece mi fa schifo.
OTTAVIA Cosa?
AGRIPPINA (con ira) E' ridicolo, Ottavia! Hai quasi sedici anni!! E' l'età in cui diventiamo donne. Non è più tempo di vivere con pezza e stoppa. La Locusta cominciava ad amarti, no? – e amare è un lusso che ora tu puoi permetterti. Perché allora non ti sei concessa di amarlo a tua volta? Hai giocato per ore con altri bambini – e l'unica tua confidente è una – una cosa. Insomma, perché non sei cresciuta come tutte noi?

[continua]

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