giovedì 11 marzo 2010

Cosa sto facendo?

Quando ho iniziato questa folle impresa che è tenere un blog, non sapevo quando sarebbe finita; a dire la verità, speravo che non finisse. Poi, quando il mio desiderio di scrivere è venuto meno, a settembre scorso, ho creduto che fosse finita per sempre. Poi, all'improvviso, intrappolato dai fantasmi del distacco, quando le emozioni si sono stemperate e le intenzioni sono risorte – ché per scrivere a me servono intenzioni, non emozioni – ho ricominciato. Non so quando finirà di nuovo, né se in seguito ricomincerà. E nemmeno m'importa. Scrivo qui per creare, giorno dopo giorno, lettera dopo lettera,

qualcosa di bello.

Qualcosa di cui godere.

Qualcosa su cui tornare.

Pensate al mare che ognuno di noi è. Pensate ai banchi di salmoni che si agitano, crescono, si infittiscono e si sbattono da un angolo all'altro delle acque sconvolte. Le nostre emozioni non aiutano a scrivere, prese di per sé stesse, perché sono molto egoiste, e purtroppo spesso non parlano che a noi. Pensate al piccolo squalo, che a colpi di pinna fende il banco come un siluro e ne riporta la vita per sé e per quanti da lui nasceranno. Con le intenzioni, si scrive. Le intenzioni sanno dove nuotare, dove andare a pescare, cosa fare di ciò che si è mangiato. Le intenzioni nuotano dritte, col muso a triangolo e la coda che ritmicamente sbatte da un lato all'altro, e ci vedono bene anche nelle acque oscurate dalla notte o per il sangue.

2 commenti:

mikmouse ha detto...

Beh concordo con te.Scrivere è anche un modo di dimostrare che siamo su questa terra a darle un significato,e le parole possono essere figlie sia delle emozioni,che dei nostri sogni o dei nostri silenzi interiori.Poi spesso queste parole come onde oceaniche seguono il loro corso,le correnti i venti andando ad infrangersi in coste e rade a noi sconosciute.E noi come gabbiani stiamo lassù in lato ad osservarle.SEi in gamba

emilio neoteros ha detto...

...Grazie! E ho pure capito chi sei, Anonimo del post successivo! (almeno credo...)