venerdì 16 aprile 2010

Il Diavolo

Ogni persona, tra quelle che ci circondano, è in sé stessa una parodia della Trinità. Consiste infatti:

1. In quanto lei stessa dice.
2. Nel peso che noi attribuiamo a quello che dice;
3. In quello che dice la sua Voce.

Ogni persona ha dentro di noi una sua personale Voce. E così, insieme alle chiacchiere degli esterni, dentro di noi, da mattina a sera, il chiasso infernale delle Voci raddoppia, capovolge e sfotte il chiasso che ogni santo giorno ci propina naturalmente.

E' difficile comprendere la natura delle Voci; la mia personale teoria è che constino di due parti: da un lato, incarnano la persona di riferimento nel suo punto più basso (meschinità, difetti, cattiverie, che noi ben conosciamo); dall'altro, vengono da una zona oscura della nostra mente, uno spazio cui potremmo dare il pretenzioso nome di Diavolo.

Non è difficile individuare l'ambito di argomenti di una specifica Voce, se si conoscono le caratteristiche della persona che quella Voce rappresenta. Se un nostro amico è sveglio, agile, rampante, la sua Voce dentro di noi sarà incessantemente occupata a farci notare come noi siamo lenti, scarsi, noiosi. Un nostro amico fidanzato avrà una Voce che sottolinea come noi siamo incapaci di corteggiare una ragazza. Se una nostra amica è appena tornata da un Erasmus in cui si è trovata bene, la sua Voce non farà che ripeterci che dovremmo andare anche noi, in Erasmus, perché siamo morbosamente attaccati a casa, perché ci annoiamo, perché se non partiamo moriremo, perché gli amici che abbiamo non sono importanti e dunque di loro ce ne deve fregare poco, e via dicendo. Lascio immaginare cosa ci potrebbe dire la Voce di una nostra, o di un nostro ex, specialmente se la persona fisica dell'ex è ora coinvolto in un nuovo amore. Naturalmente, anche il rivale o la rivale avranno una loro Voce neonata. I nostri nemici, ovviamente, hanno una Voce uguale a loro, se non peggiore; solo, che mentre i nemici spesso tacciono, la loro Voce non sta mai zitta.

Lo scopo ultimo delle nostre Voci, lettori miei, è di farci morire. Fisicamente, o spiritualmente, importa poco. Liberarsene, o metterle a tacere, è imperativo. In questo atto, la nostra vita si consuma, piano, piano.

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