giovedì 8 aprile 2010

Macy's!



ovvero, la fabbrica dei sogni.

Tralasciamo il fatto che ci sono nove piani. Tralasciamo che è più alto dell'Asinelli. Puntiamo direttamente al nono piano: articoli per la casa. Ho fatto una cinquantina di fotografie. Per poco non cedevo alla tentazione di sdraiarmi sul letto e leggere, come faceva metà della clientela.



Scopri una cosa, in quel pezzo di cemento nel cielo. Scopri cos'è una casa. La scopri attraverso gli oggetti che la compongono. E' in fondo la parte meno complicata di mettere su casa, e qualcuno potrebbe dirti che ha poco senso girare per letti a due piazze, salotti, divani e camerette, se non sai chi ci entrerà dentro. Ma ora che tu sai, perché lo hai imparato – imparato alla brutta, con una striscia rossa sulla guancia, che di notte è ancora calda – che cosa è un rapporto umano, che cosa sono le persone – allora guardi il letto a due piazze, e sogni di metterci dentro il calore di una persona; tocchi il divano, e sogni di berci con gli amici, fino al mattino; passeggi per i salotti, e pensi che ogni giorno quel salotto resterà in piedi perché tu lavorerai. Un giorno, forse, sarai in un posto simile a questo, a pensare a come arredare casa tua. Un giorno, sarai una persona, e dovrai agire nel mondo, e costruirti un luogo tuo, perché quelli che ti daranno non andranno più bene. Ma solo qui hai l'illusione di un tempo senza tempo, di un mondo dove la tua unica responsabilità è scegliere il letto, perché la persona che ci dormirà con te è felicemente, luminosamente data per scontata. Quante illusioni, al nono piano.




In quella cameretta ci metterai un figlio. Pensi mai ad averne uno? Senti mai dentro di te qualcosa di nuovo che si agita, qualcosa che ama, che desidera generare? Io saprei già che fiabe raccontargli. Non mi manca l'inventiva, in tal senso. Qualche dinosauro, un villaggio di campagna, uno scienziato pazzo, e il gioco è fatto.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

La vista dell'immagine cliché, la foto allo specchio che riflette chi fa la foto, mi ha fatto perdere immediatamente tutta la fede che riponevo nel tuo blog.
Sarà difficile d'ora in poi un mio ritorno a questo lido.

emilio neoteros ha detto...

Doveva succedere, prima o poi.

adelaide_the_president ha detto...

caro giulione, mi è piaciuto tanto il post. ha condensato in poche parole tutto quello che provo anche io quando giro per ambienti del genere (e ne giro tanti, perché sono una mia passione!).
il senso di fiducia nel futuro, di vago ottimismo, di ordine e di pulizia nella vita come nella casa - una vita in cui c'è ordine perché c'è amore: di amici, di figli, di una persona speciale accanto a te, e non ci si può sentire soli né trascurati... questo mi trasmettono quei posti dove amo tanto passare il tempo.
...e avevo sempre pensato che solo le donne riuscissero ad emozionarsi così davanti a tali spettacoli, ma per fortuna mi sbagliavo: non è una velleità prettamente femminile, la mia, ma più semplicemente un tratto caratteristico degli animi sensibili e sognatori. ora l'ho capito.
grazie giulio, e continua a sognare... è importante!