lunedì 12 aprile 2010

Vogliamo andare random (2)?

Ecco, mi pare che la reazione della Terra andrebbe notata, se un giorno uno storico dovesse andare a ripescare il mio volume per una sua monografia sulla Guerra Pazzesca. Prima o poi andrà di moda riferirsi a questo periodo come un periodo di grandi significati e torridi fermenti. Dirò dunque anche questo. Gli ambasciatori della Repubblica Terrestre, non appena ebbero la notizia della partenza di Adina per il fronte, furono caldamente invitati a formulare una dichiarazione davanti all'Assemblea delle Colonie – che era ormai in procinto di spaccarsi in due. E gli ambasciatori, dopo aver ammesso che la violenza era in effetti condannabile in tutte le sue forme, abbandonarono l'edificio, s'imbarcarono sulla loro navetta, e in capo a due ore erano nello spazioporto di Trieste. Nelle ore successive, la Terra ritirò al suolo le sue stazioni orbitanti, sospese i commerci, gli studi e le missioni, richiamò i cittadini sparsi per il Sistema Solare, interruppe tutte le comunicazioni, alzò il grande deflettore planetario, e stette così, in attesa di vedere chi rimaneva in piedi.

O Antigone o Ismene, si sarà detta la Terra. Questo è almeno quello che penso. Fatto sta, che dalla Guerra Pazzesca uscì relativamente incolume. Tutti i suoi progetti di ricostruzione dell'ecosistema le avranno preso la mano; fatto sta, che in un Sistema Solare ridotto ad un cumulo di rottami, il nostro pianeta natale esibiva il verde sano, né troppo chiaro né troppo scuro, ed il blu oceano, che doveva avere prima che arrivassimo noi.

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