venerdì 2 aprile 2010

Vogliamo andare random?

E andiamo random.

E' una verità universalmente riconosciuta, che una situazione di forte tensione, in cui vengano coinvolti elementi singolarmente imprevedibili, e nella quale siano coinvolti numerosi interessi non immediatamente comprensibili, debba per forza degenerare in un bordello unto e delirante.

Dunque, rimandando ad un momento più propizio la ricerca delle cause, affermo – e tengo per certo – che la dichiarazione di guerra tra le Colonie Esterne e le Interne fu fatta via radio. Notizie su un eventuale incontro faccia a faccia dei rispettivi ambasciatori, mi sentirei di smentirle. I contendenti non si videro nemmeno in faccia, perché il contatto non prevedeva una videochiamata; probabilmente il visore era rotto. La dichiarazione constò in effetti di una fiammata rossastra: il getto a piena potenza del propulsore di Adina, la Prima Colonia Interna, che dalla sua tranquilla orbita attorno a Mercurio, puntò dritta verso gli Asteroidi. Chi la vide avanzare, lanciata a 0.72 c, non capì, sulle prime, perché tremolasse, e perché alle sue estremità passasse dal nero al verdeazzurro. Era il Campo, che impediva alla sua massa di trasformarsi in energia. Durante il viaggio, i Coloni caricarono diligentemente le armi; richiamarono le Colonie loro vassalle al fronte di Marte; inviarono alle più deboli, rimaste nelle retrovie tra la Terra e il Sole, gli ordini di produzione per i cinque anni successivi; e attesero, immobili nello spazio, l'arrivo inevitabile delle nemiche.

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