lunedì 30 maggio 2011

Busia Borders (28)

Mi avevano ventilato la possibilità di un caldo porco. Ma nemmeno tanto. Le giornate potevano anche arrivare ai trenta gradi, ma se uno si fermava sotto un albero, tirava un vento delicatissimo che gli impediva di soffrire. Certo, se quell'uno è scemo come me, che cammina con delle falcate che un allosauro di dieci metri troverebbe esagerate, e magari anche sotto il sole alle due del pomeriggio, soffrirà il caldo. Ma non sono tutti scemi, a questo mondo. Le notti erano invece freschine; a inizio settembre parte la stagione delle piogge – e ogni giorno, alle cinque precise, piove che Dio la manda.

In Uganda la pioggia esagera sempre; un paio di volte ho creduto che stesse per arrivare un tornado ed era un semplice acquazzone. Che, tra parentesi, ha fatto addormentare, col suo chioccolìo costante, il piccolo Matthew che tenevo fra le braccia. Temperatura media direi sui 20 gradi, 25, tiè. Credo che dipenda dal nostro essere in collina, o chissà da quale fenomeno metereologico che non capirò mai.

[continua]

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