mercoledì 29 aprile 2009

Solo


e pensoso

e cosa vuoi mai che pensi

io non penso

ROSSO - se vedo rosso - mio simile

(mi sprofondano i piedi)

il tronco sembrava qualcosa

solo

acqua acqua acqua

il fiume, poi la valle, poi il mare, poi ancora il fiume, di qua invece le colline, poi prima le montagne. 
Tutto questo è assolutamente inutile.

non so cosa ci sia sulle cime degli alberi

tantomeno quello che c'è sopra.

lunedì 27 aprile 2009

Caritatevolmente

Questo pomeriggio, una mia ripetenda ha contestato la traduzione che le davo di un brano, intesa a correggere la sua. E sembrava molto convinta della sua scelta. Contrariamente alle mie abitudini, invece di strapparle una per una le unghie, le ho lasciato una decina di minuti per difendere la sua interpretazione.

Cosa non si fa per far passare un'ora.

sabato 25 aprile 2009

Dawn.


lungo il collo ma lungo poi non tanto si snoda e si piega ahia un dolore non mi sono addormentata nella posizione giusta stanotte ma vacci tu a dormire alla base di un tronco appiattito sotto lo strato di felci e guai a spuntare col dorso o con la coda perchè tuo fratello gli hanno spezzato il collo che eravate usciti dal nido da poche settimane e però le mie gambe le rimango a guardare come se fossero la mia salvezza e una e due e una e due le mie tre dita e gli artigli che graffiano la terra cosa c'è dietro questo tronco per poco non ci sbattevo contro non si vede niente ma perché svegliarsi all'alba dio questo rumore cosa è sembra un raspare mia sorella mi guarda poi guarda il fogliame non si vede quasi niente usciamo ti prego qui è troppo fitto io probabilmente sto ancora dormendo tutto è verde profondo verde io ci vedo bene con la luce anche fioca del resto mi muovo nei lucori impolverati e dorati dell'alba ma qui verde e nero si confondono e io e mia sorella adesso esco dopo questi viluppi di equiseti equiseti? ma non avevo visto che qui vicino c'era una palude ora senza fare rumore usciamo dallo strato di felci oh che bel sole come siamo piccole non fa proprio freddo c'è un tale umido c'è poca luce in realtà ma io ci vedo benissimo e saltello anche mia sorella sembra serena sarà che la fame ancora non si fa sentire ma del resto cos'è questo chiasso sembra che qualcuno stia pestando una felce ah aspetta che mi nascondo dietro il tronco l'odore mi è familiare mia sorella smette di saltellare cosa mai potrebbe ah si quella creaturina lenta che si muove sotto lo strato di felci e le strappa è a metà tra l'ombra e l'alba guarda che zanne mi sa che è in piedi da un po' quelle quattro zampe e quel corpicino tozzo si vede che passa il tempo a mangiar piante mi aveva quasi spaventato è uno di quelli che se ti avvicini morde e fa un baccano terribile ma chissà forse ma quella invece è una cosa molto più grossa troppo grossa ma cosa stai a guardare sorella levati dai piedi ma perché devo essere sempre io a capire le cose per prima eccolo là che bestia è ah ma certo la palude o forse è un fiume lo sento scorrere e in questa zona della foresta non ci sono mai stata prima ma non mi sembra di quelli che vivono nel fiume ha le zampe troppo dritte spiegatemi che senso ha svegliarsi all'alba se sono tutti già svegli via di qui sorella non è proprio il caso andiamo dove sono ancora mezzi addormentati 
corri
corri
corri
qui
là 
o piedi miei
o miei artigli
veloci
e la coda ci sostenga
piccole
prima

che

la

fame

venga


disperse nella foresta

giovedì 23 aprile 2009

Esplorare

Muoversi: ma dove? Volete trovarmi un posto più confortevole della mia testa? Oh, io corro ed urlo lì dove nessuno mi fermerà mai con la sua risata. Datemi un cielo, che non se ne vedano i limiti, con nuvole spesse come a nascondere una vergogna grande quanto un'atmosfera

ed altrettanto spessa, perché la colpa dorme nell'inconscio del mondo, e datemi animali, come non ne vedete dietro l'angolo, ma che siano in realtà voi rivestiti di squame, corazze, spuntoni, piastre rossiccie, voi mentre fuggite o vi nascondete o aggredite o mordete

in mezzo alla foresta, e datemi una macchina, che sia il frutto del vostro muovervi nel reticolo delle leggi e della materia, che sia il vostro contrassegno e vi faccia da teatrino per la vostra società, che sei miliardi li posso ridurre a sei, e tre o quattro famiglie di campagna sono lo strumento ideale sul quale lavorare, e vedrete che il fiotto di vapore

sarà la gioia della vostra ragione che cammina per le strade, ma non di sola ragione vivete, e datemi allora l'odio, l'ira, il delirio, il possesso, il sangue, fate che vi sbatacchi come marionette senza fili e senza manovratore, oh si, sarò io il dio che ride sulla vetta e vi punge con le foglie divenute artigli e vi strazia e vi fa correre sul monte sul monte sul monte, e datemi

la morte, tutti abbiamo un passato, inventarselo e ricercarlo in fondo si somigliano, il passato è nei vostri incubi, sognate l'alba che era in voi nell'orrore dell'alba che sta per arrivare e dalla notte vi portate dietro un ghigno di osso contro un cielo che si ricorda ma non può parlare

datemi tutto questo, e io vi restituirò un mondo.


Incrociamo le dita

...che forse qui qualcuno è ancora vivo.

mercoledì 22 aprile 2009

Scusate, deformazione professionale

...ma c'eri anche tu, molto più importante, direi.


[grazie, Lau ^^]

martedì 21 aprile 2009

Buon compleanno


a te, che hai lasciato la materia per infiltrarti nei sogni e negli ideali.

tanto per dirne una

...Dracula è suddito dell'Impero Austro-Ungarico!

Essì, è nella parte asburgica della Romania, mica in quella romena. Che io continuo a chiamare Dacia. Così come l'Inghilterra è la Britannia, York è Eboracum, e a nord del Vallo di Adriano ci sono solo degli scalmanati nudi tatuati di blu.

lunedì 20 aprile 2009

!

GIULIONE   Ila, ma secondo te ho sbagliato a fare questa cosa?
ILA  Ahahhhahahahahhahah! Giulioooneee... Bastaaaa! UCCIDI L'OCCHIOOOOOO!

ACCECALOOO!

PIANTAGLI REBECCA SU PER IL CULOOO


GIULIONE  ...Ila?


ILA  Ehm. Si?


[Rebecca è il mio tirannosauro di plastica]

Una donna, un perché.


"Giovine! Sei un coglione!"
"Giovine... sei il migliore!"
"Oooooh, Givi..."
"GIVOI! GIVOI!"
"HEP! Cosa fai Benni? SONO MIE QUESTE! Non si toccano!"
"Woman!"
"Ma perché siii, cioè... è così... ingaggiato... capisci..."
"Compagniaaa! Sull'attenti! Siete pronti alla balotta?"
"Ebbene si. Sono Nunzia's. Inoltratemi la vostra supplica e vedrò cosa fare."
"Nunzia's vi ama tutti, se pagate!"
"La chiamavano Bocca di Rosa, mettevalamoremettevalamooooore"
"Naaa, daaai, porta prima me ad Ozzano e POI Atti a Funo.... daaaai"
"Si perché insomma.... la vive in maniera assolutamente dissociativale... con istanze semiotiche analitiche..."
"Giovine sembra un Lord, poi apre bocca e..."
"Lauraaaaaaaaaa"
"Pappa!" [e appena mi volto mi frega la carbonara]

sabato 18 aprile 2009

Interessante.

[commento di Ilaria - Toppe al penultimo post] Stavo notando che, quando sono io che posto qualche sfogo psico-lamentoso, in genere raccolgo solidarietà, comprensione o al massimo silenzio. Tu, Giulione, in qualche modo attiri violenza e derisione da parte degli interlocutori (me compresa). Sto iniziando a chiedermi perché. Sei un caso interessante.

Sicura, Ila, che solidarietà, comprensione o silenzio siano sinceri? Chi oserebbe davvero deriderti, o trattarti male? Si sentirebbero infinitamente in colpa se lo facessero con te. E inoltre, evidentemente, la gente si aspetta che tu abbia un mare di problemi così, in automatico; mentre io in teoria non dovrei averne nessuno. Così quando hai un'ansia sono tutti lì a fare i crocerossini, mentre per me c'è solo divertita cattiveria.

Chissà.

Wow!

[su msn]

LAURA Il tuo ultimo post è bello, al di là del concetto, mi piace come è scritto, forse è il primo di cui lo penso!

...ok. Sono pronto per il Nobel.

mercoledì 15 aprile 2009

Tender is the night

Stanotte non mi sono addormentato facilmente. Qualcosa non era a posto. La tesi non era cominciata. La bravura di scrittore non era stata raggiunta. I rapporti umani non erano stati coltivati con sufficiente efficienza. Le venti pagine di libro al giorno non erano state lette del tutto. Le cinque di Informatica non erano state memorizzate bene. Altre cose non erano state fatte. Altre dovevano essere fatte dopo una calda, sterminata notte di sete, e non avevo voglia di farle. Non ricordavo esattamente cosa dovevo fare, ma c'era qualcosa che dovevo sicuramente fare. C'era con me, sdraiato sotto le coperte, una specie di occhio gelato; la sua cornea bianca non mi lasciava il conforto del buio. Oppure era una statua senza occhi, una donna bianca dalle orbite dipinte di rosso, che mi pesava dritta sul petto, ma non parlava e mi fissava. 

C'era con me un errore, uno sbaglio - una colpa. Ha sempre dormito con me.

lunedì 13 aprile 2009

Crescite autoindotte

Avrei potuto, volendo, vivere un'adolescenza più felice?

Il mio termine di paragone è ovviamente Fabri - ma potrebbe essere anche il buon Leo - i quali hanno vissuto, dai quindici ai vent'anni, un continuo, prolungato e deliziante orgasmo. Sforzandomi, avrei potuto raggiungere il feedback che ricevevano? Se così fosse, ogni singola emozione negativa da me provata sarebbe una colpa da mettere nel libro nero dei rimorsi, una colpa dalla quale non mi libererei mai più, ma che mi urlerebbe in faccia da qui fino alla fine delle mie giornate.

Bè, consideriamo i fatti.

1) Le frequentazioni. Da quando a quindici anni decisi di svegliarmi, mi misi a frequentare più gente possibile: e - non posso negarlo - ho quantomeno visto e parlato con parecchia gente. Lo stesso toccò ai miei termini di paragone. Non è qui la discriminante. Può essere sistemata sul registro, nella colonna 'disgrazie inevitabili', una classe nella quale non ho vissuto un attimo di vera condivisione, a parte rari momenti. Voi pensate che sia irrilevante? Non lo è: è in fondo un piccolo universo, che nei primi anni - perlomeno - insegna ad un quattordicenne spaurito cos'è il mondo (di cui è una versione ridotta e concentrata). Ho visto classi infinitamente più serene e unite della mia, dove personaggi impacciati, buffi o tristi come me trovano una collocazione ed un posto e vengono rispettati ed amati. Nella mia io un posto non l'avevo, e anche crescendo non l'ho trovato, perché la diversità di orizzonti era troppo radicale. Dunque per quanto dipendeva da me ho fatto quello che potevo, e per quanto non dipendeva da me - bé, non posso rimproverarmi.

2) Il carattere. Sono entrato nel mondo con un carattere timido, voglioso di attenzione, moralista, rigido, idealista, tendenzialmente ingenuo e per natura non aggressivo. L'esatto contrario del mio termine di paragone, che era felice. Ed io capivo benissimo che i limiti del mio carattere erano in fondo la causa della mia incapacità sociale: travalicare quei limiti mi avrebbe trasformato. Ma anche lì c'è da discutere. Si può cambiare a comando?

Alcuni pensano di si: se così non fosse, non mi avrebbero esortato a cambiare una volta e non mi loderebbero per il cambiamento ora. La prima volta che qualcuno mi gridò "Cambia!" avevo sette anni. L'ultima volta è stata... direi pochi anni fa. Ma il fatto è che io sono cambiato spontaneamente, nella misura in cui potevo farlo.

La ricetta per essere felice nella mia adolescenza, in mancanza di frequentazioni che si adattassero a me - e la cui esistenza non dipendeva da me - era diventare dominante: dire agli altri quello che dovevano fare, farli ridere, conquistare il loro rispetto. Con questo sistema i miei due termini di paragone si sono guadagnati un'adolescenza dorata ed esaltante. Io ho assimilato un po' dei loro tratti caratteriali; non abbastanza per essere come loro, ma abbastanza per farmi guadagnare un po' di serenità. Oltre non potevo andare: per inclinazioni e carattere non potevo dire duemila cose al secondo senza pensarle, essere sempre sull'onda, inventare sempre una nuova battuta. Ne sono incapace: non vivo pensando ad attaccare e non sono uno che comanda. Cambiare fino a quel punto mi era impossibile. Dunque essere felice così non avrei potuto, e non è dipeso da me non esserlo stato.

E inoltre,

3) Io ho avuto momenti molto felici, nella mia adolescenza. Non tanti, e non frequenti: ma ne ho avuti, e non li ho dimenticati. E così:

- date le premesse caratteriali e ambientali, che erano quelle che erano;
- data la mia capacità di cambiare senza tradire quello che di fondo ero;
- dato che ora so cosa fa veramente un uomo, e cosa di quello che ero ho saputo conservare per diventarlo, e non l'ho abbandonato per un meschino calcolo di ragazzo;
- dato che, in fondo, non è stato un fallimento totale la mia vita in quegli anni;

penso proprio di dichiararmi innocente per aver passato anni non felici nella mia adolescenza.

giovedì 9 aprile 2009

.

Vi starete chiedendo perché da un po' faccio post corti.

COSI' LI LEGGETE, BUCAIOLI!

[e sia detto per inciso: mi mancano i miei dinosauri.]

La finestra di camera mia (2)



è sempre indicata per sbirciare. Nonostante il ventaccio e il freddo, la primavera è arrivata. Come se non volesse viziarci troppo.


questo dicembre era tutto così scheletrico. Mi hanno pure potato l'albero che mi ombreggiava la finestra. Chi vive qui sa quanto era diventato immenso, e quanta chioma aveva: era un verde che sfidava i raggi del sole e si stagliava immane nel silenzio della notte. Il suo compagno è stato potato, ma se lo sta divorando un filare di edera, e spero che non ci siano conseguenze più gravi.


Sarà verde anche quest'anno, ma i colleghi lo guarderanno dall'alto in basso.

Però è sempre il re del giardino, mi dispiace.

Ooooh.

Sullo spiazzo davanti alla porta di una delle mie bimbe di ripetizione, ho incocciato una nonna con annesso passeggino - e pupetto ciccione dentro - che non riusciva a salire le scale. Mi ha chiesto aiuto tutta contenta: abbiamo sollevato insieme, con delicatezza, il passeggino; e il passeggero si è ritrovato due metri più in su, davanti alla porta di casa sua. Mi ha guardato con due occhioni neri neri e la candela al naso, mi ha messo la manina davanti al naso, l'ha chiusa ed aperta, e ha detto: "Ciaa - o."

Credo di essermi sciolto.

Argh

Ultimamente resto incollato a leggere le Toppe di Ilaria. Sapete, tra bloggers si guarda che profilo tengono i colleghi, insomma, si fanno valutazioni serene del livello del loro lavoro....

...mi sta facendo a pezzi.

martedì 7 aprile 2009

Hihi

"In una società che ti obbliga all'eccellenza, fare schifo è un preciso dovere morale."

Non ricordo chi l'ha detto.

domenica 5 aprile 2009

All'attenzione di N.N.

Spettabile N.N, titolare dell'albergo N.N.,

siamo:

- un pianista fallito privo di sentimenti;
- una diciassettenne frustrata che vive nei sogni;
- uno sfigato che parla antico;
- una minizdaura sinistroide sbragapalle;
- una storpia sputasentenze con la sua carretta scassata;
- un' adorabile dalmatina molto affettuosa (che però in realtà non verrà).

...avrebbe mica una stanza?

Cordialmente,

Quelli lì.

giovedì 2 aprile 2009

Hamilcar

[Amilcare, il babbo di Annibale, è tornato a casa sua, un palazzo a Cartagine; e il suo intendente Abdalonim gli fa notare come i Mercenari suoi ospiti gli abbiano sfasciato la casa, prima di fuggire, rivoltarsi contro Cartagine e minacciare di raderla al suolo. Amilcare fa il giro della casa distrutta e derubata, finché...]

"(...) si cacciò tra gli alberi, andando verso il recinto degli elefanti. Quegli animali erano il vanto delle grandi famiglie puniche: avevan portato sul dorso gli avi, trionfato nelle battaglie, ed erano venerati come prediletti del sole. Quelli poi di Mègara erano i più forti di Cartagine; e Amilcare, prima di partire, aveva voluto che Abdalonim gli giurasse solennemente che li avrebbe custoditi con ogni cura. 

Ma essi eran morti a causa delle mutilazioni arrecate loro dai soldati; così che ora ne restavan tre soli, sdraiati nella polvere in mezzo al cortile, davanti alla loro mangiatoia in frantumi. Quei tre lo riconobbero, e gli vennero incontro. 

Uno di essi aveva le orecchie orribilmente spaccate, un altro una larga piaga al ginocchio, il terzo la proboscide mozzata. E ora lo guardavano con aria triste, come di persone ragionevoli; e quello che aveva perduto la proboscide, chinando la testa enorme e piegando i garetti, tentava di accarezzarlo teneramente con l'estremità schifosa del suo moncherino

A quella carezza dell'animale, una lacrima spuntò sul ciglio al Suffeta, il quale balzò addosso ad Abdalonim: "Ah sciagurato! la croce! la croce!" Abdalonim si rovesciò svenuto ai suoi piedi."

Gustave Flaubert, Salambò; cap. VII, pag. 145-146 dell'edizione BUR

Il giorno dopo, Amilcare Barca accetta il comando dell'esercito di Cartagine contro i Mercenari ribelli, che farà a pezzi e costringerà a morire di fame in una valle bloccata, seduto sulla groppa del suo elefante con la proboscide mozza.

Immaginarseli vivi (6)

Di recente ho dato un'occhiata, per motivi di studio, a due iscrizioni della Panfilia, una specie di buco dimenticato da Zeus in Asia minore, dove si parlava un antichissimo dialetto greco.

"Neopolis, figlia di Afrodisio e di Neopolide, dopo aver esercitato la carica di damiorgìs [probabilmente un incarico relativo al popolo, sicuramente una magistratura], donò venti mine d'argento per la costruzione di una fortificazione e di un pilastro."

...un momento: da quando una donna nel III a.C. esercita cariche politiche e possiede venti mine d'argento, vale a dire una sberla di soldi???

"Artemidora e Meinadora, figlie di Oromneio, sorelle affezionate, [dedicano questa iscrizione]. Peldone figlio di Drimara fece questa iscrizione per Mouba".

...ancora: due sorelle che di propria iniziativa sborsano per dedicare al dio questa iscrizione? E se fossero state sacerdotesse l'avrebbero scritto. E poi un terzo dedicante che per far capire chi è indica la mamma, e non il babbo?
Possibile che in questo angolino di grecità, le donne avessero un ruolo un po' diverso da quello che avevano nel resto del bacino del Mediterraneo? Mi sono preso qualche licenza cronologica per questo breve siparietto comico.

[agorà di Side, in Panfilia. Neopolide arringa la folla e l'assemblea]

NEOPOLIDE (sclerina) Branco di vecchi rincoglioniti! Qui arriva l'esattore del satrapo di Frigia e noi cosa gli offriamo? I sassi? Mi sembrava di essere stata chiara sulla puntualità della riscossione del tributo! Lo sapete che se tardiamo quelli ci fanno grane! E fare i beati sudditi della Persia conviene, al contrario di quei cornuti di Mileto che adesso sono cibo per cani!
UN VECCHIO BULEUTA (umile) Ma, damiorgìs... Siamo pur sempre un buco dimenticato dagli Dei... non è così facile prender su tutti quei talenti d'argento... Se arriva l'esattore, al massimo lo si accoglie educatamente, lo si fa accomodare sul letto, gli si dà da mangiare un po' di pappa d'avena... mia moglie la fa davvero buona.
NEOPOLIDE  Bah. Faremo così. Il decreto passi agli atti. Segretario? Cosa fai, dormi? Metti a verbale! ...uomini. Altra faccenda: politica estera. Le miei spie hanno qualcosa di importante da riferire, pare.
UN ALTRO BULEUTA  A questo proposito, damiorgìs... Io capisco che comandate voi, ma mi permetto ugualmente... dobbiamo proprio servirci di quelle due oche?
NEOPOLIDE  Costano poco e lavorano bene, mio buon Peldone.

[entrano saltellando e canterellando Atanadora e Meinadora]

ATANADORA e MEINADORA  (felici) Laaalalalalaaaa... du - du - duuu... Come siamo cariiiiine, pirulì pirulì. Come ci vogliam beeeene, laaaaa la la la la.
NEOPOLIDE  Ragazze, vi prego. Le notizie.
ATANADORA  Subito, damiorgìs. Abbiamo esplorato...
MEINADORA ...tutta la Galazia fino a Granico. Ci sono voci preoccupanti...
ATANADORA ...su un condottiero macedone, un tale Alessandro, Re di quelle regioni, che sta prendendo a sassate...
MEINADORA  ...l'esercito persiano. I satrapi sono in crisi e Dario III è in ansia. Il Re...
ATANAODRA ...è bello come un Dio e giovane che commuove a vederlo.
UN BULEUTA (seccato) Ho mal di testa. Perché non la smettono di saltare mentre parlano?
MEINADORA  Sarà qui nel giro di pochi mesi, se...
ATANADORA  ...la sua sfacciata fortuna rimane salda e la sua schifosa abilità tattica...
MEINADORA ...rimane strepitosa come di consueto.
NEOPOLIDE  Ahia. Questa non l'avevo considerata. Il vecchio Impero Persiano perde colpi. Del resto sono anni che qui non si vede che l'esattore delle tasse.
I BULEUTI (in preda all'ambascia) Oddio! Panico! Cheffacciamo? Aaaah!
NEOPOLIDE (imperativa) Calma. Qui ci vuole il cervello di Neopolide, come sempre. Sto per uscire dalla carica, ed è consuetudine che faccia un regalino agli Dei per aver completato con successo il mio lavoro. Invece di una piantina di silfio per il tempio, stavolta smollerò venti mine d'argento per rinforzare le fortificazioni. Tanto sono straricca, non avrò problemi. E voi due... smettetela di saltellare, per Zeus! O giuro che vi infilzo! ...ooh, grazie. Dicevo: voi due andate a dedicare a Zeus Panfilio per essere tornate vive. Fatevi aiutare da Peldone, è bravo a redigere le epigrafi.
ATANADORA e MEINADORA  Grazie, somma Neopolide. (girano i tacchi e canterellano felici andandosene) Laaa laaa laaa...
NEOPOLIDE (sottovoce al segretario, esasperata) Nota per me, segretario: scegliere spie figlie uniche, la prossima volta.

[continua il dibattito]

Esercizio

I miei tempi a scrivere sono incommensurabilmente lunghi. In ventun anni avrò si e no sette drammi e sette racconti. Ci metto mesi a completare un'opera, a volte anni. Perché in genere ci lavoro a spicchi, scrivendola nei ritagli di tempo, specie d'estate. Ci dev'essere un modo, alternativo allo 'scrivere' fisicamente su carta, che mi tenga allenato il cervello tra un momento compositivo e l'altro.

Riflettendoci, ho pensato che:

1. Praticamente ogni giorno io scrivo su questo benedetto blog. Se non ogni giorno, ogni due o tre. Ogni volta ci dedico minimo un'ora. E se non è un esercizio di scrittura immediata e non - troppo - meditata questa!...
2. Ogni sera, mi sparo nelle orecchie la musica e invento storie, dialoghi, sguardi, azioni, personaggi. La musica mi mette nel mood inventivo. Ultimamente sto costruendo Iudit e un'anonima commedia sui Khmer a suon di Pergolesi.
3. In fondo, un secondo su tre della mia vita io sto pensando; e preferibilmente a massimi sistemi, casini vari, deliri, auto ed eteroanalisi. Chi mi diceva, da ragazzino, che pensavo troppo, in fondo giudicava un fatto vero.

Dunque un po' di esercizio lo faccio!