giovedì 31 gennaio 2013

Abaton (4)

ABATON (la ignora) Bene. Cominciamo. (facendo una croce sull'incartamento in un certo punto del foglio) La prima e la meno grave delle sue colpe: crudeltà.
ANNA Io non sono crudele.
ABATON No? (batte le mani) Il teste numero uno, per favore.

l'apparizione dei testimoni potrà utilmente essere realizzata mediante bambole. In un angolo dello studio di Abaton, magari vicino ad una porticina aperta, potrà esserci una montagna di bambole, vestite come persone. Un inserviente prende una bambola dal mucchio e la mostra ad Anna, che fa fatica a riconoscerla.

La riconosce?
ANNA Clara?...
ABATON (correttivo) No. Lucy, Miss Grey.
ANNA Ah. Lucy. Ora ricordo. Ma come mai è conciata così?
ABATON Ora è con me.
ANNA (scettica) ...sì, certo. Ma che c'entra Lucy con me?
ABATON Lei non vuole confessare.

[continua]

giovedì 24 gennaio 2013

Abaton (3)

ANNA (cercando d'intavolare una conversazione) Sono stata convocata l'altroieri. Nella lettera c'era solo l'indirizzo, e – (pausa) Quanto dovrebbe durare?

ABATON (senza guardarla) Quanto ci vorrà, Miss Grey. 
ANNA (assorta) Ormai quasi tutta la città si è svuotata – tutti quelli che non sono ancora stati convocati se ne vanno. Immagino che scappino da lei.

ABATON (fa spallucce) Per quel che può servirgli. (continua a scartabellare, elencando cognomi a bassa voce) Goddard, Gosport, Greville, – Grey. Eccolo. Il suo fascicolo è qui. (lo tira fuori e la guarda) Ora può cominciare il giudizio.

ANNA (stupita) Il – giudizio?
ABATON (calmo) Io e lei stiamo per fare una chiacchierata sulle sue colpe. Le diremo. Le ascolteremo. Lei andrà incontro ala sua punizione. E alla fine, morirà.
ANNA (allibita) Morire?! Perché? Che ho fatto di male?
ABATON (scorrendo i fogli) Qui nella lista leggo: crudeltà, paura, ipocrisia, inconsistenza.
ANNA (protestando) A malapena so cosa vogliano dire, queste parole. Come posso aver fatto cose del genere?

[continua]

giovedì 17 gennaio 2013

Abaton (2)



Di nuovo la voce fuori campo:

Avviso del tribunale. Questa è l'ultima udienza di oggi. I numeri dal 5349 al 5400 si presenteranno qui lunedì mattina. Ripeto: – (si stempera nel silenzio)
ABATON Avanti. È aperto.
ANNA (entrando con titubanza) Permesso?
ABATON (senza alzare lo sguardo) Si accomodi.
ANNA (indicando la sedia) Posso?
ABATON Deve.
ANNA Io – ho qui il cartellino. (lo strappa e glielo mostra)
ABATON Certo.
ANNA Dove lo –
ABATON Può tenerlo, se crede. Si sieda.

scartabella tra gli incartamenti, elencando nomi con un filo di voce. Anna si siede davanti alla sua scrivania, sulla sedia che lui le ha indicato ordinandole di sedersi.

[continua]

sabato 12 gennaio 2013

Abaton (1)



      ...giù ver lo fondo, là 've la ministra
Dell'alto Sire infallibil giustizia
Punisce i falsador, che qui registra.
Inf. XXIX 55-57.

un'aula di tribunale, di quelle piccole e intime, per le istanze più quotidiane. Le pareti sono ricoperte di scaffali che straripano di miliardi di fascicoli. Il soffitto è talmente alto che non si vede. Al centro della stanza, seduto su una sedia ad una piccola scrivania, sta Abaton. Sulla scrivania ha un blocco di carta, qualche penna o matita, e nient'altro, una serie di incartamenti, e nient'altro. Gli fa luce una piccola abat-jour. Solo una piccola finestra manda un filo di luce. Una ragazza sembra attendere in mezzo alla platea, senza saper che fare. Voce fuori campo:

Attenzione. Convocato il numero 5348, Anna Grey. Ripeto: Anna Grey, numero 5348, è convocata per l'udienza presso Abaton.
ANNA (rivolgendosi alla voce, senza sapere dov'è) Eccomi. Sono io.

la voce si interrompe. Anna avanza attraversando la platea, sale sul palcoscenico, bussa, si ferma dietro la porta.

[continua]

venerdì 11 gennaio 2013

Abaton. Sinfonia d'apertura

Onde generate dalle particelle presenti nell'atmosfera di Giove (per gentile concessione della sonda Voyager).



giovedì 10 gennaio 2013

Abaton


il Monte Analogo presenta




Abaton



Atto unico per due interlocutori.



Quarto dramma del Canone. Numero di registrazione SIAE 32011865. Pubblicato su Inchiostro, n. 3/4 (a. XVIII) pp. 76ss. come racconto completo nella sezione Possibile impossibile.

martedì 8 gennaio 2013

Arieccomi

Non scrivo più qui sopra da un bel po' di tempo: e la ragione non è strana. Finché ho avuto qualcosa da condividere, ho scritto. Ho smesso di averlo, e ho smesso di scriverci.

Nel momento in cui riprendo in mano la baracca, a qualcosa come tre anni di distanza, non nego di farlo con una certa tensione. A momenti mi sembra di essere ridicolo, a riesumare un pezzo di me che ormai è bello che digerito. E chissà che io non me la stia effettivamente tirando troppo, quando decido di pubblicare qui, a puntate, un po' tutto quello che ho scritto in questi anni, e che mi sembra sufficientemente buono. D'altronde, mi sono ripetuto per anni che il mio scopo era essenzialmente comunicare, ed è quello che riprendo a fare.

Il lettore vorrà perdonarmi, se scrivendo questo sembro allegro come un camion in corso di rottamazione. Può capitare, ogni tanto, di essere un po' tristi. Sarà forse per il mal di testa che questo pomeriggio non mi molla, o perché sono davanti ad una partenza complicata, o perché non ho tutte le certezze che vorrei in àmbito lavorativo, sentimentale, e via dicendo. Ma una certezza ce l'ho: che, fatte salve le catastrofi esterne, la mia tristezza non diventerà mai un'abitudine.