giovedì 27 giugno 2013

Il Confine di Eden (1)


Caino, la schiena curva per il carico e le mani nere di terra e fuliggine, percorse il viottolo polveroso che divideva la sua tenda ed il piccolo campo dalla grande radura in mezzo alla foresta. Le ombre del primo pomeriggio erano costellate dallo sfrigolio delle cicale, e veniva dal recesso più scuro del bosco un lieve vento. L'illusione dell'eterna estate si sarebbe rotta in capo a poche settimane; ma Caino non ci pensava. Seguì il sentiero fino alla radura, dove stavano due piccoli altari di pietra – e dove, nei tramonti estivi, attraverso uno squarcio nel sottobosco, si vedeva, a oriente, il confine di Eden. Lì, circondato dal verde e dal silenzio, liberò la schiena, e buttò sulla catasta di legno i frutti del suo orto, irrigato a sangue e mezze bestemmie; vi appiccò il fuoco; un po' le scintille, un po' il vuoto della giornata, gli presero via qualche lacrima.

[continua]

sabato 22 giugno 2013

Il confine di Eden. Accompagnamento musicale.


A. Vivaldi, Tieteberga (RV 737), III 11 ("L'innocenza sfortunata").

domenica 16 giugno 2013

Il Confine di Eden


il Monte Analogo presenta

Il confine di Eden


Racconto breve.

Finalista, poi quarto classificato, presso presso il concorso letterario Premio Nicola Martucci (ed. 2012), promosso dalla Compagnia del Mulino a Valenzano (BA). Pubblicato sulla rivista urbinate La resistenza della Poesia.

venerdì 14 giugno 2013

Concludendo

Con quest'ultimo post ho terminato Abaton. Consigli, rimproveri o ispirazioni sono tutti benvenuti.

Grazie a chiunque mi abbia letto o seguito. Ci rivediamo la prossima settimana, con un nuovo lavoro.

giovedì 13 giugno 2013

Abaton (23 e ultimo)



silenzio. Anna, ancora in piedi, china la testa.

ANNA (ormai rassegnata) Allora, io vado.
ABATON (calmo) Sì. Le chiederei di chiamarmi il prossimo sulla lista, ma per oggi lei è l'ultima. Addio, Anna.
ANNA Addio.

gli inservienti la prendono e la portano via, uscendo dalla saletta. Abaton si china sui fascicoli e scartabella, senza che si capisca cosa sta facendo, senza tradire la minima emozione. Un inserviente entra con una bambola vestita come Anna, e la getta nel mucchio delle bambole, con malagrazia.


FINE del dramma.

giovedì 6 giugno 2013

Abaton (22)



Temo che le continui a sfuggire il presupposto di base. Ho punito e giustiziato tre miliardi di persone prima di lei. Dopo di lei, me ne aspettano altri tre. Poi avrò finito. Per me, questi sei miliardi di persone sono assolutamente, supremamente uguali, perché la giustizia è uguale per tutti. E lei non fa differenza: non la può fare: non la farà mai. Io la capisco meglio di lei stessa, ma lei non può capire me. Io sono Abaton, l'Inaccessibile. E lei è solo un pezzo di carne.

[continua]